Inquinamento Enza, la Provincia: “Saremo parte civile”

Insieme all'Unione val d'Enza e a nove Comuni per i fatti del 4 agosto

REGGIO EMILIA – La Provincia di Reggio Emilia, l’Unione Val d’Enza e nove Comuni si costituiranno parte civile nell’eventuale procedimento (le indagini sono tuttora in corso a carico di ignoti) che si terra’ in seguito al grave inquinamento del torrente Enza avvenuto lo scorso 4 agosto.

La decisione, al momento e’ gia’ stata assunta, oltre che da quello di Canossa Luca Bolondi che ha promosso l’iniziativa, anche dai sindaci di San Polo, Bibbiano, Cavriago, Gattatico, Campegine, Sant’Ilario, Montecchio e Ventasso. Al loro fianco, l’Unione dei Comuni e la Provincia, che mettera’ a disposizione di tutte le amministrazioni l’avvocatura associata, il piu’ recente servizio di supporto che Palazzo Allende ha reso disponibile per i Comuni.

L’inquinamento dell’Enza era stato segnalato il 4 agosto da una guardia ecologica volontaria in localita’ Cerezzola di Canossa. Sul posto gli agenti della Polizia locale Val d’Enza e specialisti del Servizio igiene dell’Ausl avevano rilevato una notevole quantita’ di schiuma bianca che mostrava a tratti un’acqua corrente tinta di un colore marrone verdastro che emanava un odore sgradevole. Un probabile, considerevole sversamento di liquami, sul quale sono tuttora in corso le indagini coordinate dai Carabinieri forestali.

“Ci auguriamo che si possa risalire al piu’ presto alle cause ed ai responsabili di questo grave inquinamento”, dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni. “In caso di procedimento, come pubbliche amministrazioni abbiamo deciso di costituirci parte civile per ribadire la volonta’ di salvaguardare il patrimonio ambientale del nostro territorio, un patrimonio bellissimo e prezioso, che intendiamo sempre piu’ valorizzare”.