Imprese, a luglio 4mila assunti in meno rispetto al 2019

Confartigianato: "Aiutare le aziende o l'autunno sarà drammatico"

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REGGIO EMILIA – Nuovi occupati in calo nelle aziende della provincia di Reggio Emilia. A metterlo in luce e’ un’analisi dell’ufficio Studi di Lapam Confartigianato, che a seguito del periodo di chiusura imposto dal covid registra minori assunzioni tra marzo e maggio per 3.992 unita’, con una diminuzione dell’occupazione pari al 35% rispetto al 2019.

Dal punto di vista dei settori, fa sapere l’associazione, a soffrire di piu’ sono commercio, alberghi e ristoranti (da cui dipendono quasi la meta’ dei posti persi a livello regionale), seguiti dai servizi (un quarto del calo) e l’industria con un 20% circa dei posti di lavoro persi. Meno profondi i cali in agricoltura (comunque in doppia cifra intorno al 10%) e nelle costruzioni.

“I dati dimostrano quello che diciamo da tempo: purtroppo la soluzione per il mantenimento dei posti di lavoro non e’ il divieto di licenziamento”, sottolinea il presidente Lapam, Gilberto Luppi. Le imprese, prosegue, “assumono o mantengono l’occupazione se hanno prospettive reali di ripartire e la cassa integrazione, come gli altri strumenti di sostegno, sono utili per un tempo limitato ma non possono durare in eterno”. Il problema, spiega quindi Luppi “e’ che vanno messi in campo strumenti di sostegno all’economia e non di semplice assistenzialismo”.

Le imprese, soprattutto quelle piccole, “hanno nei propri dipendenti e collaboratori un valore e non licenziano certo a cuor leggero, lo fanno soltanto se costrette dalle condizioni sfavorevoli”, aggiunge il presidente. Per questo, conclude Luppi, “chiediamo a chi ne ha il compito di intervenire in fretta per dare un sostegno concreto alle imprese e agli imprenditori. Il tempo stringe e l’autunno rischia di diventare drammatico”.

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