Impianti di Febbio senza gestore, il sindaco di Villa Minozzo: “Nessun contrasto con enti locali”

Elio Ivo Sassi: "Ho convocato un incontro con gli Usi Civici e la società La Contessa per valutare anche le possibilità di un ripensamento da parte di quest’ultima"

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Il sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi, interviene anche a nome dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, di cui è assessore, sull’annuncio diramato sabato dalla società La Contessa, che da sei anni gestisce gli impianti di risalita e tre rifugi a Febbio (quello alla partenza della seggiovia, quello a quota 1500 e l’ultimo a quota 2000), sul proprio disimpegno dalla stazione turistica.

Afferma Sassi: “Innanzi tutto ringrazio la società La Contessa e il titolare Lorenzo Santi per il lavoro portato avanti in questi sei anni: la società aveva preso in mano gli impianti di Febbio dopo tre anni di fermo a seguito di un precedente fallimento, e l’ha rilanciata attraverso alcuni passaggi di grande importanza, come la riattivazione della seggiovia 2000, e l’installazione dell’illuminazione notturna che ha permesso il funzionamento serale estivo della stessa, in grado di richiamare in questi ultimi anni migliaia di persone”.

E aggiunge: “Spiace sicuramente la modalità adottata dalla società per annunciare questa sua scelta: anche l’Amministrazione comunale ne è venuta a conoscenza attraverso il post Facebook pubblicato sulla pagina Infofebbio, così come non fanno certo piacere i toni utilizzati, che possono lasciar presupporre contrasti tra la società e gli Enti locali. Innanzitutto voglio allontanare questa lettura: sia il Comune che l’Unione dell’Appennino hanno mantenuto contatti costanti con la società, e si sono impegnati in ogni modo per sostenere e promuovere la stazione sciistica attraverso molteplici canali e portando a visitarla rappresentanti della Provincia e della Regione. Se tra i rappresentanti della società La Contessa e i responsabili dedegli Usi Civici di Febbio, principali proprietari insieme al Comune della stazione sciistica, ci sono stati dei motivi di attrito, credo che non fosse di certo impossibile cercare una ricomposizione se si fosse scelta la via del dialogo anziché un improvvisa rottura, al termine peraltro di una stagione turistica di grandissimo successo, con le seggiovie di Febbio che hanno visto punte di migliaia di visitatori al giorno nei fine settimana”.

Conclude Sassi: “Un altro aspetto che tengo a sottolineare con grande chiarezza è che la situazione che si viene a creare non significa in alcun modo una chiusura della stazione: non ci troviamo di fronte a un fallimento come quello che si era verificato nel 2011. Oggi Febbio è una stazione perfettamente funzionante e che, come ho detto, esercita un forte richiamo sia per la stagione estiva che per quella invernale. Abbiamo ottenuto una proroga di 4 anni per l’attività degli attuali impianti di risalita, e abbiamo richiesto alla Regione un finanziamento da 2 milioni di euro per la riqualificazione della seggiovia “2000” per il quale stiamo attendendo la conferma. Rimarco anche che in questi anni gli investimenti realizzati per il funzionamento e l’ammodernamento della stazione sono stati finanziati dalla stessa Regione attraverso la Legge 17 per gli impianti sciistici. Nei prossimi giorni ho convocato un incontro con gli Usi Civici e la società La Contessa per valutare anche le possibilità di un ripensamento da parte di quest’ultima, ma ad ogni modo ci sono già altri operatori che hanno manifestato interesse per rilevare la gestione. Non vediamo quindi motivi di preoccupazione per il prossimo futuro: Febbio resta un elemento centrale per il turismo di Villa Minozzo e dell’Appennino, ne sono consapevoli tanto il Comune che l’Unione, ma anche la Provincia, che in questi anni si è impegnata attraverso interventi sulla viabilità per sostenere la località, che la Regione che è pronta a finanziare nuovi interventi sugli impianti di risalita”.