Il Festival Aperto “taglia” i prezzi dei biglietti del 50%

L'assessore Rabitti: "E' il frutto di un grande sforzo, anche economico". Il direttore della Fondazione I Teatri, Cantù: "Un 'ticket culturale' dagli 8 ai 15 euro per ogni spettacolo in calendario"

REGGIO EMILIA – Per I Teatri, la riapertura ha coinciso con un periodo forsennato. E’ stato necessario smontare ciò che era già stato abbondantemente programmato e rimontarlo alla luce di un nuovo mondo, senza poter contare nemmeno sulla semplice certezza di quanti spettatori possa contenere un teatro. Un tempo extra-ordinario in cui sottolineare con ancor maggiore forza che la cultura è un bene primario.

E quindi, come anticipato durante il lockdown, gli spettacoli del Festival Aperto saranno offerti al pubblico ad un prezzo “politico” che andrà dagli 8 ai 20 euro. Un “taglio” al prezzo dei biglietti in alcuni casi del 50%, non certo per sminuire il valore dello spettacolo dal vivo, ma per ribadirne la centralità.

“La riapertura dei Teatri – dichiara l’assessora alla cultura Annalisa Rabitti – è stato uno dei nostri obiettivi prioritari da quando abbiamo iniziato a vedere una uscita dal lockdown. Finalmente possiamo annunciare che a fine settembre i Teatri riapriranno le loro porte, e lo faranno con il festival Aperto, una dei progetti più interessanti della nostra città, un significativo punto di riferimento per la domanda di spettacolo contemporaneo e per una riflessione sul presente e un immaginario futuro.
L’avvio del festival quest’anno non è un risultato scontato, ma è il frutto di un grande sforzo, anche economico. Ci siamo dovuti reinventare una stagione pensata e attivabile con modalità inedite alle quali certo non eravamo preparati. Abbiamo dovuto adattarci e costruire modi per consentire la fruizione degli spettacoli in sicurezza. Pensiamo che la cultura abbia il dovere guardare al futuro anche in un momento così complesso, ed il festival Aperto è una delle iniziative irrinunciabili in ambito culturale che contribuiscono a fare di Reggio Emilia una città sempre più viva, aperta, curiosa e contemporanea”.

“Era una promessa che abbiamo voluto mantenere – spiega il direttore della Fondazione I Teatri, Paolo Cantù – un “ticket culturale” per permettere a tutti i cittadini di venire nei teatri, finalmente riaperti e di entrare in contatto con gli artisti, che forse, più di altri, ci possono aiutare a decifrare questo strano momento che stiamo attraversando. Proseguiamo il nostro lavoro tra molte incertezze, ciò nonostante il festival Aperto c’è e lancia un messaggio “politico”. La cultura deve essere per tutti, nessuno escluso. E’ parte di un welfare civile e solidale che è nel dna di questa terra, un servizio essenziale garantito e accessibile a tutti i cittadini. Certo, il ticket culturale non potrà essere per sempre. Ma volevamo dare un segnale importante”.

Dopo un’estate di spettacoli all’aperto, ai Chiostri di San Pietro, grazie alla collaborazione con il Comune e con Palazzo Magnani, ora si si torna nei teatri, con un primo weekend di festa (25-26-27 settembre) in cui funzioneranno contemporaneamente Valli, l’Ariosto e la Cavallerizza e il pubblico troverà i propri teatri più belli di prima. Anche grazie alle rinunce ai rimborsi di migliaia di abbonati, infatti, sono stati portati a termine molti lavori di manutenzione e piccoli restauri, come il rifacimento dell’ingresso della Cavallerizza, il restauro della balaustra che tra platea e buca d’orchestra del Valli e la sostituzione della moquette rossa di scale e sala, il rifacimento dei camerini per gli artisti.

Il calendario completo del festival Aperto, dal 25 settembre al 15 novembre, è disponibile ora su www.iteatri.re.it. Questa dodicesima edizione darà spazio alla coreografia italiana e internazionale, al circo contemporaneo, alla musica e ai mille teatri musicali di oggi, ad atelier di creazione teatrale, a installazioni.