Caso Palamara, la Pignedoli (M5S): “Che pena questi mendicanti di incarichi”

L'europarlamentare reggiana riporta un passaggio dei messaggi fra Mescolini e Palamara: "'Su Reggio Emilia fai di tutto per chiudere se puoi. È importante per tutto'. Tutto? Tutto cosa?"

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REGGIO EMILIA – “Pena, sì forse è la pena che prevale per questi poveri mendicanti di incarichi. Le carte delle intercettazioni di Palamara forniscono uno spaccato decisamente preoccupante sulla nostra democrazia: che fine ha fatto la separazione dei poteri, che fine ha fatto quella frase utopica “la legge è uguale per tutti”?”.

Se lo chiede l’europarlamentare Cinque Stelle reggiana Sabrina Pignedoli che commenta così le frasi via WhatsApp, pubblicate oggi dal Resto del Carlino, che si sono scambiati fra Marco Mescolini, attuale procuratore capo a Reggio Emilia e l’allora consigliere del Csm, Luca Palamara, prima della nomina di Mescolini a capo dei pm reggiani.

Continua la Pignedoli: “Dall’insabbiamento delle indagini sull’Expo a Milano, alla nomine pilotate nelle procure di mezza Italia, dagli incontri con i politici indagati, agli scambi di favori: per anni c’è stata una parte di un sistema giudiziario che ha coperto un sistema politico marcio, putrefatto”.

E riporta un passaggio dei messaggi fra Mescolini e Palamara: “Su Reggio Emilia fai di tutto per chiudere se puoi. È importante per tutto”. Tutto? Tutto cosa? Palamara agiva da decenni indisturbato, per conto di chi? Chi lo ha voluto ‘punire’ ora per la sua ‘insubordinazione’? Chi sta portando avanti le accuse contro di lui è completamente estraneo a quel sistema?”.

Secondo la Pignedoli sono “molto interessanti, e sintomatiche, le parole di Palamara a Legnini sulla nomina a procuratore capo di Roma: ‘Perché hanno paura che se va un altro mette le mani nelle carte, Giovà, e vede qualcosa che non va, non c’è altra spiegazione come tipico di Pignatone questo è il discorso, è successo con me, è successo con Cisterna, che devo di’, che Pignatone mi ha chiesto tutte le cose, parliamo di interferenze tutte le cose di Roma. Eh, io l’ho fatto queste io le devo di’ ste cose o no?’….”.

Commenta l’eurparlamentare: “Mettere le mani nelle carte, interferenze? Di cosa si tratta? Possono esserci ombre tali sulla magistratura?”

E conclude: “Pasolini scriveva nel suo famosissimo articolo: ‘Io so i nomi… Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno gli indizi. Io so perché sono un intellettuale’. Intellettuali come Pasolini ce ne sono rimasti pochi, ma in questo caso abbiamo gli indizi. Credo si possano trovare anche le prove…purché si cerchino”.

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