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Addio a Sergio Zavoli, il giornalista aveva 96 anni

ROMA – E’ morto a 96 anni il giornalista Sergio Zavoli. Il ‘maestro’ della televisione era nato a Ravenna il 21 settembre del 1923.  Ex parlamentare, è stato presidente della Rai dal 1980 al 1986: entrò in Rai nel 1947 come giornalista radiofonico e poi fu anche direttore del Gr. Grande amico di Federico Fellini, sarà sepolto nella tomba accanto alla sua.

Fu autore e conduttore di “La notte della Repubblica”, indimenticabile capolavoro di inchiesta storica sull’Italia delle eversioni e delle stragi.

La carriera: Nel 1947 ha iniziato a lavorare per Radio Rai e nel 1962 ha ideato la trasmissione Processo alla tappa, dedicata al Giro d’Italia. Suoi anche i programmi Nascita di una dittatura del 1972, nel cinquantesimo anniversario della marcia su Roma, e “La notte della Repubblica”, andato in onda per la prima volta il 12 dicembre 1989, vent’anni dopo la strage di piazza Fontana, e incentrato sugli Anni di Piombo. Dal 1980 al 1986 Zavoli è stato presidente Rai, mentre dal 2009 al 2013 ha ricoperto il ruolo di presidente della commissione di Vigilanza. Nel 1981 ha pubblicato il suo primo libro, “Socialista di Dio”, vincitore del Premio Bancarella, mentre nel 2001 Zavoli è entrato in Senato con i Democratici di sinistra, poi nel 2006 con l’Ulivo e nel 2008 e 2013 con il Partito democratico.

I messaggi di cordoglio: Appresa la notizia della scomparsa di Zavoli, in tanti stanno manifestando commozione sui social network per la perdita di un maestro del giornalismo. “Ha insegnato molto a tutti noi. Un maestro umile e gentile. Ha fatto la storia delle televisione italiana”, scrive il direttore di ‘La7’ Andrea Salerno. “Le sue trasmissioni sono state manuali di storia di un’intera generazione. Il concetto più alto e colto – senza essere elitario – di servizio pubblico. Ci mancherà”, commenta invece il presidente del gruppo Pd alla Camera, il reggiano Graziano Delrio.

Mattarella “Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri”: “La scomparsa di Sergio Zavoli mi addolora. Desidero anzitutto esprimere i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà ai familiari. Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri. Il congedo di Zavoli – come lui stesso lo definiva – sarà occasione per ripensare la sua eredità, per ricordare l’originalità e la qualità dei suoi lavori più importanti, per trarre spunti e ispirazione dal suo stile, dalla sua etica professionale, dalla sua grande forza narrativa capace di andare in profondità e di cogliere l’umanità che sta dietro gli eventi e i protagonisti”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Giornalista, scrittore, intellettuale di grande sensibilità- aggiunge il capo dello Stato- Zavoli è stato un pioniere dalla radio e una personalità tra le più rappresentative della televisione italiana. Il suo nome e il suo volto sono legati a programmi di successo e di valore, che resteranno nella memoria. La sua autorevolezza lo portò alla presidenza della Rai e, successivamente, da senatore, alla presidenza della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Lascia una testimonianza di un grande insegnamento per tutto il mondo dell’informazione e per i giovani che si avviano a una professione così importante per le libertà democratiche e per la qualità della vita civile”.