Coronavirus e aumento prezzi: l’Antitrust chiese solo informazioni a Sigma Campania foto

L'Autorità non avviò alcuna indagine: "E' stata effettuata una semplice richiesta di informazioni senza l’avvio di alcun procedimento istruttorio o sanzionatorio”

NAPOLI – REGGIO EMILIA – Il 6 maggio scorso la Ce. Di. Sigma Campania spa (con sede in Carinaro (CE) alla zona A.S.I. Aversa Nord presso il Consorzio Sinè), la piattaforma logistica in Campania per la fornitura di tutti i punti vendita (supermercati) dislocati sul territorio regionale e affiliati alla stessa istante con insegna nazionale “Sigma” di proprietà della Sigma società cooperativa,  ha ricevuti a mezzo p.e.c., da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) la “richiesta di informazioni ai sensi dell’art.3, comma 2, del “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie, (di seguito, Regolamento), adottato dall’Autorità con delibera del 10 aprile 2015″. La richiesta, seppur legittima, è stata contestualmente notiziata dall’Ufficio stampa dell’Autorità che ha diramato un comunicato stampa dal   titolo “DS2620 – Emergenza Coronavirus, avviata indagine su aumento dei prezzi dei beni alimentari e di detergenti, disinfettanti e guanti”. Il comunicato – che venne integralmente pubblicato da numerosi quotidiani online e non, dal Corriere della Sera a Repubblica sino alla nostra testata  – è stato considerato dalla società avere un contenuto lesivo della sua reputazione. Ha perciò presentato un ricorso al Tribunale di Napoli Nord che lo ha in parte accolto il 29 luglio scorso, ordinando tra l’altro all’Antitrust di pubblicare a proprie spese su almeno tre testate nazionali on line e in calce al suo comunicato stampa il seguente testo di rettifica nel carattere grassetto: “in relazione al comunicato in oggetto si specifica che nei confronti di Ce. Di Sigma Campania s.p.a. e delle altre aziende indicate è stata effettuata una semplice richiesta di informazioni senza l’avvio di alcun procedimento istruttorio o sanzionatorio”.   Inoltre l’Autorità è stata condannata a pagare alla Sigma Campania le spese della presente fase di lite (250 euro per esborsi, e 3645,00 per compenso professionale, oltre al rimborso forfettario delle spese generali).

L’avvocato Francesco Fimmanò –  per conto di Antonio Melissa, presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Ce. Di. Sigma Campania spa _ consorzio Sinè -, ha trasmesso il provvedimento del Tribunale di Napoli Nord  “Come potrete notare, il Giudice adìto ha ravvisato che l’accostamento della predetta notizia agli operatori commerciali ivi indicati – tra cui la mia assistita Ce. Di. Sigma Campania s.p.a. -, in uno al contesto comunicativo appare sostanzialmente immotivato e certamente idoneo a ledere l’immagine e la reputazione della predetta società inducendo i consumatori – e non solo – a ritenere che a carico della società ricorrente siano state già accertate o, quantomeno segnalate, pratiche commerciali scorrette”. Invita perciò “a dare uguale diffusione alla notizia e contenuto dell’ordinanza pronunciata dall’Autorità giudiziaria ordinaria riguardo al comunicato stampa”. La richiesta è rivolta ad Ansa, Rainews, Codacons, La Repubblica, il Fatto Quotidiano, Investireoggi, Startmag, Reggiosera, Fruitbookmagazine, Qui Finanza, Aduc.it, L’eco del Sud.it, Udicon, Lettoquotidiano, Codacons, Giornalettismo, Contropiano, Il Sussidiario, Il Messaggero, Adnkronos, Osservatorio vegan ok, Il Corriere della Sera, e www.telefoniatech.

La sentenza del Tribunale di Napoli Nord
 
La sentenza del Tribunale di Napoli Nord
 
La sentenza del Tribunale di Napoli Nord
 
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