Sforzo massimo per tutelare i produttori di Parmigiano Reggiano foto

Summit tra Cia e l’assessore regionale Mammi. Il presidente Cervi: “Abbiamo analizzato le questioni aperte"

REGGIO EMILIA – La situazione del Parmigiano Reggiano, per cui il Consorzio di tutela ha studiato un piano di rilancio specifico, è al centro del confronto tra la Confederazione degli agricoltori (Cia) emiliano-romagnoli e l’assessore regionale all’Agricoltura, il reggiano Alessio Mammi. Per l’intero settore  è stato un anno orribile per quasi tutti i comparti, da Rimini a Piacenza, non solo dall’emergenza Covid-19 ma anche da questioni come il crollo dei prezzi nella zootecnia, la cimice asiatica, le conseguenze dei cambiamenti climatici, la fauna selvatica, il crollo delle presenze in agriturismo, le gelate che hanno falcidiato o pesantemente compromesso i raccolti di albicocche, pesche, nettarine, susine.

“È inaccettabile riconoscere così poco guadagno a chi produce un bene straordinario, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo come il nostro formaggio – ha denunciato Mammi -. Con i prezzi che vediamo le aziende non stanno in piedi, non coprono nemmeno le spese. Si vanifica il lavoro, la dedizione, la passione di migliaia di lavoratori del comparto”. E ha auspicato che il piano approvato dall’Assemblea del Consorzio per cercare di frenare il calo del 40% delle quotazioni possa far vedere presto i suoi effetti.

Cervi ha quindi espresso il suo apprezzamento per le sette misure individuate dalla Regione, tra aiuti comunitari, statali e regionali, da attuare subito per dare ossigeno a un comparto economico vitale. “I consumi interni di Parmigiano Reggiano non stanno diminuendo, e nemmeno diminuiscono i prezzi che i consumatori pagano nei negozi e nei supermercati, non si capisce allora perché vengano fatti prezzi così bassi ai produttori – ha aggiunto Mammi -. Rischiamo davvero di indebolire aziende storiche che distribuiscono valore a interi territori, soprattutto a quelli più fragili come le aree interne. Come Regione cercheremo di contrastare ogni tentativo di speculazione e di tutelare i produttori”.

“Oltre che dalle risorse del bilancio del Consorzio – sottolinea Cia regionale -, le azioni del piano sono supportate anche dalle misure regionali e nazionali. Cia è impegnata ‘sul campo’ per chiedere con forza 60 milioni di euro provenienti dai decreti Liquidità e Rilancio. I fondi per gli indigenti dovranno servire per ritirare il prodotto in eccedenza e alleggerire l’offerta, quelli per le filiere hanno l’obiettivo di incentivare la riduzione della produzione tramite la scolmatura ma anche diminuendo la mandria comprensoriale”. E gli stessi provvedimenti nazionali “sono attesi in questi giorni anche per il settore suinicolo, dove le quotazioni hanno subito un crollo verticale a causa del calo delle vendite e della mancata valorizzazione di prosciutto e carni italiane”.

“Abbiamo individuato la necessità di una strategia comune per gli scenari europei come Green Deal, Farm to Fork, la nuova Pac e la messa in cantiere degli investimenti infrastrutturali che la nostra regione attende da tempo come gli invasi per la carenza d’acqua”, ha concluso Cervi.

L’incontro è terminato con un tour nelle imprese agricole del territorio.