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Recovery Fund, l’asse tra Italia e Spagna

Sanchez: “Siamo tutti impegnati per arrivare a un accordo entro questo mese“. Conte: "Non c'è un 'Fronte del sud', ci vuole unità di tutti i Paesi"

ROMA (Italia) – “Siamo tutti impegnati per arrivare a un accordo sul recovery fund entro questo mese, dobbiamo farlo“. Cosi’ il premier spagnolo Pedro Sanchez, nel corso della conferenza stampa oggi a Madrid insieme al presidente Giuseppe Conte. Il premier italiano sta effettuando un giro di colloqui negoziali sul tema degli strumenti  di finanza pubblica come il Recovery Fund e sulla individuazione del futuro presidente dell’Eurogruppo (organo informale in cui i ministri degli Stati membri della zona euro discutono di questioni relative alle responsabilità condivise riguardo all’euro). Gli Stati più deboli sul fronte del debito vorrebbero uno strumento con vincoli leggeri, che non diventi un “incaprettamento” a medio-lungo termine per il Paese.

“Gli incontri di ieri e oggi – ha detto Conte – rafforzano la nostra unità di intenti, ma non parlerei di ‘fronte del sud’… . Qui non e’ questione solo di Spagna, Portogallo, Italia… Che ci siano paesi che esprimono dei distinguo è legittimo, ma questo non significa che va raggiunto un compromesso tra 27 paesi, sarebbe un approccio sbagliato. Significherebbe elaborare una risposta che non serve a nessuno. L’Europa deve esprimere una decisione politica elevata. Questa è la nostra posizione… deve essere l’ambizione di tutti”.

L’Italia farò una valutazione sul Mes “quando sarà completato il negoziato europeo” sugli strumenti europei “e alla luce della finanza pubblica”. Poi Conte afferma che “ci metteremo intorno a un tavolo e porteremo in parlamento una proposta che dovrà essere condivisa dal Parlamento. Valuteremo i pro e i contro dei singoli strumenti. Credo che questo sia l’approccio più corretto, più trasparente e più utile”.

L’Italia sostiene la candidata spagnola Nadia Calvino alla presidenza dell’Eurogruppo: “Il fatto che sia donna è un valore aggiunto, è un’ottima candidatura”. Lo stesso Sanchez si dice “ottimista” sulla candidatura del governo della Spagna.

Per il premier spagnolo non ha alcun senso creare strumenti “se abbiamo vergogna di usarli”. Considera il Mes “una linea di credito senza limiti nella spesa sanitaria che ci consente di difendere le vite dei cittadini. Io auspico non ci sia bisogno di usarlo, vorrebbe dire che la pandemia è calata, tutto dipende dall’andamento del virus che in questo momento è sotto controllo”.