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Imprese, la Cisl: “Tempi drammatici, serve una reazione”

Il segretario Ballotta: "Una persona su due quest'anno dovra' stringere la cinghia perche' perdera' un pezzo di benessere, che sia uno stipendio o l'incasso di fatture"

REGGIO EMILIA – La Cisl dell’Emilia Centrale serra le fila in vista di un autunno difficile sul fronte dell’economia.

“Stiamo vivendo un tempo straordinario, nella sua drammaticita’, dove tutti i corpi sociali sono chiamati a fare la loro parte. Reggio Emilia e Modena, infatti, sono alle prese con una contrazione dell’economia senza precedenti se non in periodi di guerra. Le stime ci dicono che la meta’ delle famiglie reggiane e modenesi vedra’ diminuire il proprio reddito e in autunno potrebbe esserci l’impennata della disoccupazione, non solo giovanile”, ammonisce il segretario William Ballotta nel suo intervento al consiglio generale del sindacato che si e’ tenuto oggi a Reggio e nel corso del quale e’ stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime del Covid-19.

“Una persona su due quest’anno dovra’ stringere la cinghia perche’ perdera’ un pezzo di benessere, che sia uno stipendio o l’incasso di fatture. Per questo, pubblico e privato assieme, dovremo farci trovare preparati sui fronti del lavoro con parole chiave che per noi, sono: persone, innovazione, connettivita’, investimenti, export, smart working, welfare, formazione, tutela delle fasce piu’ deboli”, esorta il sindacalista.

L’emergenza e il lockdown hanno ridisegnato la mappa dell’economia reggiana, sottolinea il sindacato: -9,9% le esportazioni, -11,3% la produzione, -7,9% nelle costruzioni, -8,1% le vendite, il 43% delle imprese e’ ricorso a cassa integrazione o ad ammortizzatori sociali, il 5% ha gia’ ridotto l’organico.

“Reggio entrera’ in una fase certamente molto difficile, a seguito di un fermo dell’economia mondiale che non ha precedenti nella storia. Dovremo apprendere dalla crisi decennale del 2008 da cui uscimmo con un sistema economico in gran parte trasformato e maggiormente orientato alla ricerca, all’innovazione e all’esportazione”, osserva il sindaco Luca Vecchi. Non va meglio nella vicina Modena.

“Non solo a Modena, anche nel resto della regione la situazione economica e’ preoccupante. Pagano il prezzo piu’ alto proprio le realta’ produttive che negli anni scorsi si sono dimostrate piu’ dinamiche e hanno avuto le performance migliori, magari legate all’export. Infatti questa e’ una crisi mondiale che ha fermato in particolare le economie incentrate sul manifatturiero. Ma per questi stessi motivi gia’ dal prossimo anno qui il rimbalzo potra’ essere maggiore”, incrocia le dita Filippo Pieri, segretario generale della Cisl dell’Emilia-Romagna.

“Serve un grande investimento in conoscenza e politiche attive del lavoro per gestire la transizione tra i lavori. Siamo ancora nel pieno della trasformazione della quarta rivoluzione industriale che, pur segnata da questa inaspettata pandemia, deve cercare di coniugare sostenibilita’ ambientale, materie prime fisiche e tecniche digitali”, conclude Ballotta.