Focolai nei tre salumifici di Viadana e Dosolo, paura nella Bassa

Sono 11 i positivi al salumificio Gardani; 41 al Salumificio Ghinzelli e 2 al Martelli di Dosolo. Alcuni risiedono in provincia di Reggio

BASSA (Reggio Emilia e Mantova) – Timone anche nella Bassa reggiana dopo che tre focolai di Covid19 si sono manifestati in altrettante aziende di macellazione del comprensorio viadanese i cui dipendenti abitano su entrambe le sponde del Po. Sono 11 i positivi al salumificio Gardani; 41 al Salumificio Ghinzelli e 2 al Martelli di Dosolo, dove però sono stati effettuati altri 48 tamponi i cui esiti si attendono a ore (qui ne sono stati disposti in tutto 260). 

L’Ats Valpadana (ex Ausl) aveva ordinato la chiusura precauzionale per tre giorni del Ghinzelli dopo aver scoperto casi di Covid19 tra i dipendenti di una cooperativa che lavora all’interno del salumificio. Molti di loro sono stranieri e vivono in condizioni precarie. I tre focolai hanno portato ad un impennata di persone positive (anche asintomatiche) a Viadana, Dosolo. Altri 4 casi si sono registrati a Macaria, mentre 1 a Sabbioneta.

Si tratta di uno degli effetti del subappalto alle coop di alcune fasi della lavorazione delle carni suine (avvenuto nel comparto soprattutto in Emilia-Romagna e in Lombardia) un abbattimento dei costi che si riverbera sul trattamento economico e di diritti dei lavoratori: spesso sono stranieri quelli che sono disposti ad accettare di lavorare in certe condizioni, con la conseguenza dell’abbassamento qualitativo anche sul piano sanitario.

Nel comprensorio Oglio Po dall’inizio dell’emergenza, in febbraio, secondo la Regione Lombardia sono stati 1.608 i casi positivi (1.537 per le Prefetture); nel comprensorio Oglio Po mantovano, a Viadana e Marcaria, sono 893.