Donne, la Cgil regionale: “Il sessismo c’è: a Reggio solo segretari maschi”

Il segretario regionale Giove commenta i risultati della ricerca Ires: "Piu' si sale verso gli incarichi apicali, piu' cresce"

REGGIO EMILIA – Poco, pochissimo, ma c’e’. Anche la Cgil dell’Emilia-Romagna non e’ immune da atteggiamenti sessisti. “Abbiamo tassi bassi di sessismo. Ma c’e’, e piu’ si sale verso gli incarichi apicali, piu’ cresce”, ammette il segretario regionale Luigi Giove commentano i dati di una ricerca, “Wo.Men- Idee di tutti i generi per il sindacato che cambia”, realizzata dall’Ires per conto della Cgil per fare il punto e ottenere una mappatura sulla presenza femminile all’interno delle strutture sindacali.

Al questionario on line, anonimo, hanno risposto (tra componenti, uomini e donne, delle assemblee generali confederali e di categoria) in 2.214, il 43% del totale, divisi piu’ o meno equamente tra uomini e donne. Gli indici di sessismo registrati all’interno della struttura regionale risultano assai contenuti. In una scala da 0 a 10, la presenza di ‘sessismo ostile’ e’ pari a 2,1 per le donne e 2,7 per gli uomini, mentre il ‘sessismo benevolo’ e’ pari a 3,5 per gli uomini e 3,6 per le donne. Bene, ma non benissimo, anche secondo Giove.

“Potrei fare decine di esempi. Ricordo che subito dopo il congresso in una struttura territoriale, abbiamo avuto difficolta’ nel percorso per l’elezione del segretario generale. Abbiamo riunito tutti i segretari generali a piu’ riprese e non c’era una donna tra di loro”, ammette il numero uno della Cgil dell’Emilia-Romagna. Del resto, a parlare sono i grafici: solo a Rimini e Parma nelle segreterie le donne sono in maggioranza, negli altri territori sono sempre in minoranza (anche se totalizzano sei segretari generali su 11), fino a Reggio Emilia dove i segretari sono tutti uomini e non e’ presente una segretaria nemmeno nelle categorie a maggiore composizione femminile.

Conclude Giove: “Dobbiamo avere il coraggio di guardarci allo specchio. Nonostante tutta la buona volonta’ anche in Emilia-Romagna la questione di genere non e’ risolta. Questa differenza va colmata altrimenti non si puo’ parlare di crescita e sviluppo sostenibile, che immagino sia uno dei titoli del nuovo patto per il lavoro”.

Anche nel sindacato, dunque, per le donne la fatica e’ doppia. La ricerca ha misurato anche la soddisfazione sul luogo di lavoro: ebbene, e’ per tutti presente anche se maggiore per gli uomini, soprattutto laddove si ricoprono ruoli apicali, al contrario delle donne che trovano piu’ difficile conciliare i tempi lavorativi rispetto a quelli extra. Proprio il tema della conciliazione ha rappresentato e rappresenta, al di la’ dei generi, uno tra i maggiori ostacoli nel percorso professionale all’interno della struttura, che si somma alla difficolta’ provocata dai numerosi impegni e dagli orari prolungati.

Sottolinea l’ex segretario generale, Susanna Camusso, responsabile delle Politiche di genere della Cgil nazionale: “Il valore della ricerca e’ approfondire la lettura delle diseguaglianze non limitandosi ad affermare la bonta’ delle regole antidiscriminatorie. Il risultato positivo e’ la ricerca di risposte”.