Arrivano “supervisori” per la movida, ma senza poteri foto

Il nuovo servizio inizierà intorno alle 21.30 per concludersi alle 2.30 del giorno seguente. La Lega: "Figure completamente inutili, bisogna utilizzare la Polizia municipale"

REGGIO EMILIA – Movida si’, ma a prova di Coronavirus. E’ l’obiettivo di un progetto sperimentale che parte stasera a Reggio, dove 26 locali pubblici del centro storico hanno deciso di dotarsi di “addetti ai servizi di supervisione dell’intrattenimento”.

Si tratta di personale qualificato e appositamente formato, proveniente da specifici elenchi depositati in Prefettura. Compito dei “supervisori” (il cui costo è a carico dei titolari delle attività) è la gestione dei flussi e degli accessi alle distese e di informazione sulle modalità corrette di utilizzo dei dispositivi di sicurezza (come le mascherine) e sul rispetto del distanziamento fisico. Gli addetti sono inoltre incaricati di sensibilizzare in merito all’uso civile degli spazi e al decoro dei locali e delle loro pertinenze, per prevenire disagio o disturbo ai residenti.

L’iniziativa è maturata nell’ambito del dialogo sulle riaperture nella fase 2 tra gli esercenti del centro storico e il Comune, in cui si inserisce anche la recente ordinanza del sindaco Luca Vecchi sull’uso obbligatorio della mascherina per gli avventori dei locali notturni del cuore della città. In dettaglio gli addetti saranno riconoscibili mediante un tesserino esposto e lavoreranno in stretto collegamento con le Forze dell’ordine, che continueranno ad essere presenti e a presidiare le zone, ciascuno secondo le rispettive competenze.

La sperimentazione è sostenuta anche dalla Prefettura e dalla Questura. Il nuovo servizio inizierà intorno alle 21.30 per concludersi alle 2.30 del giorno seguente, in modo da offrire anche un supporto al momento della chiusura dei locali e del ritiro delle distese.

Il progetto dei supervisori sarà replicato anche venerdì 17 luglio, prevede l’impiego di 13 addetti: 6 in piazza Fontanesi, uno in via del Guazzatoio, uno in piazza XXIV maggio, 2 in via San Carlo e altrettanti in piazza San Prospero e uno in via Emilia Santo Stefano e via Caggiati.

L’assessore a Commercio, Attività produttive e Valorizzazione del centro storico Mariafrancesca Sidoli sottolinea che il progetto si pone anche “l’obiettivo di garantire lo svolgimento delle attività economiche senza imporre limitazioni che avrebbero comportato un aggravio ulteriore rispetto a quanto già subito durante il lockdown”.

LE CRITICHE –  Secondo il gruppo consiliare della Lega, i  supervisori “sono figure completamente inutili”. I consiglieri fanno poi notare la contraddizione: “Si tratta di un progetto fortemente voluto dalla Giunta e dal Sindaco Vecchi, lo stesso sindaco che solo un mese fa si dichiarava fermamente contrario agli assistenti civici nelle piazze. A che cosa è dovuto questo radicale cambiamento di opinione in merito a queste figure? Noi come gruppo consiliare della Lega riteniamo questi nuovi addetti completamente inutili, inadatti al contesto e senza alcuna possibilità di portare benefici concreti”.

Queste figure, aggiungono i leghisti, sono “individui privi di alcun potere e strumento per vigilare e sanzionare chi non rispetta le misure anticovid. Non potranno dare multe o imporre alcunchè, l’unica cosa che potranno fare è fornire indicazioni e redarguire  ma nulla di più. Se si voleva veramente controllare e sanzionare in modo più rigoroso  bastava dare più strumenti e potere alla Polizia Municipale, l’unico vero organo locale che dovrebbe svolgere questo servizio”.