Coronavirus, elementari e medie: 1.500 bambini dovranno migrare

Secondo l'assessore Curioni su 490 classi, saranno una settantina quelle che dovranno trovare spazi alternativi fuori dall'istituto. "Niente didattica a distanza"

REGGIO EMILIA – “Una settantina di classi, nelle elementari e medie, dovranno trovare un’altra collocazione che abbiamo già individuato”. Lo dice a Reggio Sera Raffaella Curioni, assessore comunale alla scuola. Considerando poco più di 20 bambini a classe, significa che circa 1.500 bambini dovranno migrare fuori dal loro istituto a settembre.

Assessore Curioni, come siamo messi in vista della riapertura delle scuole a settembre?
Noi siamo già molto avanti con il lavoro, perché siamo partiti a maggio. La situazione nei 54 plessi del Comune è buona. Abbiamo fatto un sopralluogo in tutte le scuole primarie e medie e viene fuori una situazione monitorata che ci permette di dormire sonni tranquilli. Poi siamo andati a trovare spazi ulteriori per alcune classi che dovranno uscire da scuola. Presenteremo la situazione a fine agosto. Ripartiremo in presenza al cento per cento.

Quanti saranno gli studenti che dovranno migrare?
Parliamo di una settantina di classi, su 490, che dovranno trovare un’altra collocazione. Forse possono diminure, ma non aumentare. Circa un quindici per cento del totale.

Avete già individuato quali saranno gli spazi dove andranno a fare lezione?
Sì, li abbiamo individuati tutti e abbiamo fatto i sopralluoghi con i nostri tecnici perché devono essere spazi idonei alla funzione scolastica, areati, con metrature adeguate e dispositivi post covid. A fine agosto ci metteremo in connessione con i consigli di istituto. Il criterio della scelta è che siano già adeguati alla funzione di edilizia scolastica e che siano vicini alla scuola.

Avete anche calcolato se saranno necessari più docenti e più personale Ata?
Sarà necessario un incremento di entrambi, perché le scuole oggi non sono in grado di riaprire con lo stesso personale docente e con lo stesso personale Ata. Il dato però non ce l’ho perché lo stiamo raccogliendo in questi giorni.

Com’è la situazione per le scuole materne e le scuole comunali dell’infanzia?
Lo 0-6 anni è un discorso più complesso, perché ancora non ci sono direttive precise, ma credo che non dovrebbero esserci particolari difficoltà per gli spazi educativi. Abbiamo scuole molto grandi e con spazi all’aperto.