Stu Reggiane, scintille in Consiglio su stipendio amministratore delegato

De Lucia (Pd) difende l'aumento dello stipendio di Torri e in aula si scatena la bagarre

REGGIO EMILIA – La vicenda del compenso di Luca Torri, amministratore delegato della Stu Reggiane, infiamma il Consiglio comunale di Reggio Emilia. Ad innescare la polemica tra maggioranza e opposizione e’ un intervento del consigliere del Pd Dario De Lucia, in risposta al consigliere Roberto Salati, in difesa del manager pubblico, premiato alla fine del 2019 con un aumento di stipendio del 40% rispetto al passato e arrivato a percepire da 70 a 100.000 euro (piu’ un premio una tantum di 7.500 euro per i risultati, ndr).

Torri, 55 anni, regge le fila della piu’ grande operazione urbanistica oggi aperta a Reggio Emilia, cioe’ la realizzazione del Parco dell’Innovazione, con la Stu che si occupa di recuperare i capannoni dismessi delle ex Officine Reggiane per venderli poi alle aziende regiane ad alta innovazione e vocazione tecnologica. Un’ attivita’ finanziata anche con soldi pubblici, che, dopo che la societa’ ha ricevuto l’incarico di riqualificare anche gli immobili industriali del quartiere Santa Croce, movimenta oggi risorse intorno ai 55 milioni.

L’aumento di stipendio porta in sostanza la firma del Comune di Reggio che detiene il 70% delle quote della Stu, visto che il socio di minoranza con il 30% delle partecipazioni, Iren Rinnovabili (diventata poi Iren Smart Solutions), si e’ astenuto sulla delibera. La societa’ che e’ in utile dal 2018, e’ finita piu’ volte in questi anni nel mirino delle opposizioni in sala del Tricolore, che l’hanno accusata di scarsa trasparenza. Alla polemica sul compenso, infatti si e’ aggiunta anche quella sulla mancata pubblicazione degli incarichi di consulenza assegnati negli ultimi tre anni, particolarmente rilevanti perche’ oltre all’ad e al presidente (l’ex ministro Giulio Santagata), la Stu ha un solo dipendente.

Il consigliere De Lucia prova comunque a spezzare una lancia per Torri sottolineando che, avendo un contratto a partita Iva, arriverebbe a percepire al netto delle tasse un compenso di 50.000 euro annuali. “Considerato che e’ un’azienda che muove in totale 55 milioni di euro con i lavori che movimenta – prosegue il dem – penso che trovare un amministratore che a meno di quella cifra si occupa del parco dell’innovazione e del quartiere di Santa Croce sia abbastanza difficile. Cosi’ come penso che i per i lavori portati avanti, oltre che per il milione di utile derivante dalla buona gestione, l’aumento di stipendio sia doveroso”.

La “Stu reggiane – ribatte la capogruppo di Alleanza civica Cinzia Rubertelli – non ha creato un solo posto di lavoro. Sono tutti incarichi e consulenze. Non entro nel merito della congruita’ della remunerazione, ma nel merito del fatto che della piu’ importante societa’ partecipata del Comune, il Consiglio non sa nulla”. Per questo, aggiunge Rubertelli, “ho richiesto la convocazione di una commissione, perche’ capite bene che una struttura composta da sole due persone stride di certo con il volume di risorse movimentate”.

Sulla stessa linea Paola Soragni, consigliera del M5s, “Sulla Stu bisogna che ci diate delle risposte. A febbraio ho fatto una richiesta di accesso agli atti a cui ancora non mi e’ stata data risposta. Vorrei sapere come ha fatto Torri a trovarsi con un stipendio da 100.000 euro in un momento di crisi in cui tutti stringiamo la cinghia”. Insomma “non e’ correttezza verso i cittadini, serve trasparenza”, dice la pentastellata (Fonte Dire).