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Senzatetto alle ex Reggiane, il Comune pensa a una soluzione

Il sindaco promette: "Puntiamo a ricollocarli entro l'inverno"

REGGIO EMILIA – Trovare gia’ dal prossimo inverno una nuova collocazione abitativa alle persone che oggi vivono nei capannoni dismessi dell’area ex Reggiane di Reggio Emilia. E’ l’obiettivo del nuovo progetto annunciato dal sindaco Luca Vecchi, su cui il Comune aveva gia’ da tempo iniziato a lavorare, ma a cui l’emergenza sanitaria da covid 19 ha giocoforza imposto una battuta d’arresto.

Ora pero’ l’amministrazione si e’ rimessa in moto per aiutare i cittadini – circa un centinaio, perlopiu’ stranieri – che vivono ai margini della zona stazione e della societa’ ma che (come confermano i monitoraggi costanti della Questura nella zona) sono per la maggior parte non in regola con il permesso di soggiorno, ma non criminali.

Da qui anche l’orientamento condiviso da istituzioni e Forze dell’ordine di non procedere a sgomberi, ma ad uno “svuotamento” degli stabili vuoti, ricollocandone gli occupanti in percorsi di reinserimento sociale. “In questi anni – spiega il sindaco – abbiamo fatto un lavoro molto importante nella zona delle Reggiane, da un lato di sviluppo del Parco Innovazione che sta procedendo – i cantieri sono ripartiti – e che rappresenta uno dei piu’ importanti progetti strategici per il futuro della citta’”.

Dall’altro “nella gestione di quella parte di persone molto fragili, che vivono senza tetto nei capannoni delle Reggiane”. E’ un lavoro, puntualizza il primo cittadino, “che ha coinvolto le associazioni di volontariato, il mondo laico e quello cattolico e che ha coinvolto anche durante l’epidemia l’azienda sanitaria che ha dato un forte contributo”.

Durante questi mesi pero’, continua Vecchi, si e’ compreso “che dobbiamo mettere in pista un progetto nuovo in quell’area e in particolare sulla sua parte a rischio degrado”. Per questo “abbiamo messo in campo un progetto che condivideremo con la citta’ e tutti gli attori che hanno collaborato alla gestione di questo problema in questi anni, abbiamo interloquito con la Regione per individuare le risorse necessarie e abbiamo messo a fuoco anche i tempi, che non saranno brevissimi, ma non possono essere neanche essere lunghissimi”.

Dunque, afferma il primo cittadino, “e’ chiaro che ci si mette in cammino per un progetto che vuole risolvere questo problema e alleggerire in modo significativo la presenza di persone in condizioni di abitabilita’ e vivivibilita’ inadeguate in quel luogo, e lo vuol fare con quello stile di umanita’ e serieta’ che e’ tipico della nostra citta’, e che in fondo il Covid ci ha riconsegnato come un valore distintivo del nostro modo di essere comunita’”.

Le nuove azioni, chiosa il sindaco, “staranno insieme a temi di legalita’, sicurezza e ordine pubblico che sono di competenza di chi ha il dovere di occuparsene, ma il fatto vero e’ che l’amministrazione si incammina in questa direzione e lo fara’ con spirito collaborativo e partecipativo, ma anche grande determinazione”. Si vuole infatti, conclude Vecchi, “alzare gli standard abitativi di persone che sono regolari e che riteniamo siano parte della citta’ e della comunita’, ma che crediamo non possano trovare in quella condizione una soluzione definitiva della loro residenza”.