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Pugni e schiaffi ai genitori, padre e madre denunciano il figlio

Il 25 maggio ultimo scorso il Gip del Tribunale dei Minorenni di Bologna ha applicato nei confronti del minore la misura cautelare del collocamento in comunità

REGGIO EMILIA – Genitori denunciano il figlio minorenne stanchi dei suoi atteggiamenti aggressivi. Dal 2018 una coppia di genitori, residenti a Reggio Emilia, subisce ripetuti maltrattamenti in ambito familiare da parte del proprio figlio minorenne convivente, con atti di violenza fisica e psicologica nei loro confronti spesso per futili motivi che gli hanno causato anche lievi ferite.

Schiaffi al volto, pugni, spintoni, calci e minacce di morte. La violenza scaturirebbe anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti da parte del minore e da un evidente stato di disagio che si è palesato nel giovane sin dalle scuole medie.

La denuncia è scattata il 15 aprile scorso in seguito a un episodio accaduto davanti al luogo di lavoro del padre. Il figlio era andato lì per chiedere 150 euro come regalo per il suo compleanno, ma il genitore gliene ha dati solo 100. Questo ha scatenato la reazione violenta del minore che è andato in escandescenze, ha offeso il padre e gli ha dato uno schiafo.

La situazione è stata riportata alla calma da due suoi amici che hanno assistito alla scena. In sede di denuncia la polizia ha proceduto all’acquisizione preventiva a carico del padre di 1 pistola semiautomatica calibro 7,65 con 1 caricatore e 1 doppietta calibro 12, armi regolarmente detenute, in base alla legge 19 luglio 2019 n.69 recante disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (“codice rosso”).

Questo episodio è stato uno dei tanti che ha visto protagonista il minore in questi due anni, sia in ambito domestico che al di fuori di esso, soprattutto nel luogo di lavoro del padre dove prima il minore prestava la propria collaborazione, poi bruscamente interrotta, così come ha interrotto improvvisamente gli studi. Le motivazioni degli atti violenti avevano sempre origine da richieste continue di denaro sfociate, in alcune circostanze, nel danneggiamento di suppellettili della propria abitazione.

La sua aggressività ha suscitato anche la reazione dell’amministratore del condominio per i continui litigi che, inevitabilmente, provocavano rumori molesti e fastidiosi per la quiete del vicinato, episodi questi ultimi che si sono ripetuti nella recente fase dell’emergenza epidemiologica. I genitori si sono anche rivolti ad un servizio di assistenza alla persona, ma il minore ha sempre rifiutato queste prestazioni.

Il giovane si è reso anche protagonista il 21 aprile ultimo scorso di un’altra violenza ai danni di una persona di mezza età. In compagnia di altri amici il minore aveva preso a schiaffi e pugni l’uomo facendolo rovinare a terra in seguito a un rimprovero mosso ai giovani dalla vittima dato che stavano violando il divieto di assembramento.

Il 25 maggio ultimo scorso il Gip del Tribunale dei Minorenni di Bologna ha applicato nei confronti del minore la misura cautelare del collocamento in comunità con l’avvertimento che, in caso di violazione o di allontanamento, si potrà disporre la misura della custodia in carcere. Il giovane è stato affidato ai servizi minorili dell’amministrazione della Giustizia.