Posticipo prima rata Imu, i commercialisti: “Proroga tardiva che crea confusione”

L'ordine bacchetta l'amministrazione comunale: "Non abbiamo presentato alcuna istanza di proroga. La prossima volta confrontiamoci"

REGGIO EMILIA – In merito allo slittamento della prima rata di acconto Imu per l’anno 2020 (rinviata dal Comune di Reggio dal 16 giugno al 16 luglio), l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Reggio Emilia precisa “di non aver presentato alcuna istanza di proroga dei versamenti Imu al Comune di Reggio Emilia”.

Scrivono i commercialisti: “Per decisioni di tale portata, che peraltro fortunatamente – ad oggi – hanno interessato il solo Comune di Reggio Emilia, unico in tutta la provincia a prevedere questo parziale differimento (immaginiamo il caos in cui saremmo precipitati se ogni Comune avesse deliberato una propria proroga ritagliata su misura, magari individuando criteri reddituali o Isee), riteniamo opportuno e fortemente auspicabile un confronto preventivo al fine di costruire il percorso migliore per sostenere i contribuenti evitando la produzione di farraginosa burocrazia”.

Secondo i commercialisti la proroga “presenta profili di tardività, in quanto arriva a soli 8 giorni dalla scadenza ordinaria, inoltre risulta parziale poiché il Comune non ha il potere di agire sulla quota di tributo di competenza statale (il cui versamento resta pertanto fissato alla scadenza ordinaria del prossimo 16 giugno). Pertanto, in moltissimi casi si costringerà i contribuenti che vorranno avvalersene a ritornare dai professionisti che li assistono per rifare i conteggi e “spacchettare” le deleghe di versamento già preparate e consegnate”.

Spiegano i commercialisti: “Questo sia per separare i versamenti di competenza comunale e statale, ma anche per distinguere i versamenti destinati a Comuni differenti visto che, in taluni casi, lo stesso contribuente ha immobili situati in diversi Comuni. Il disagio dei contribuenti e il rischio di incorrere in errori potenzialmente sanzionabili appare evidente, a fronte di uno slittamento di pagamento di soli trenta giorni. Si immagini la difficoltà e la confusione nel gestire i calcoli ed i pagamenti se ogni Comune d’Italia avesse deciso modalità e termini di rinvio in modo autonomo e non coordinato”.

Continuano i commericalisti: “A questo si aggiunga il fatto che una “agevolazione” di tale tipo non porta ad alcun vantaggio reale per cittadini e imprese. Piuttosto si sarebbe potuto pensare alla sospensione delle sanzioni per i pagamenti avvenuti nei 30 giorni successivi alla scadenza. I cittadini, i lavoratori e le imprese avrebbero bisogno di aiuti più concreti non di ulteriore confusione”.

E concludono: “Noi e i 780 professionisti iscritti all’Ordine Odcec in questi difficili mesi di lockdown siamo rimasti in tutti i modi possibili al fianco dei nostri clienti, siano essi imprenditori o semplici cittadini, prestando un servizio considerato essenziale dallo stesso legislatore. Abbiamo sostenuto e stiamo sostenendo il tessuto imprenditoriale del territorio: dalla richiesta dei 600 euro alle pratiche per le moratorie dei mutui, dalle richieste di nuova finanza alla gestione complessa degli ammortizzatori sociali, il tutto costantemente incalzati da continui DPCM, Ordinanze, Decreti Interministeriali emessi d’urgenza, spesso emanati la sera con effetto immediato dalla mattina successiva. Il nostro lavoro ha continuato ad essere svolto con serietà e passione nel pieno della pandemia e lo abbiamo fatto in condizioni lavorative estremamente difficili cercando, da una parte, di garantire la salute dei nostri dipendenti e collaboratori e, dall’altra, di servire al meglio i clienti ed il Paese”.