Operai Comer: “Se trasferiti dovremo dimetterci”

La lettera di 96 lavoratori alla proprietà: "Siamo una famiglia sradicata"

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REGGIO EMILIA – “Se saremo obbligati con la forza della legge, andremo a Reggiolo ma ci dimetteremo, qualcuno subito, qualcuno dopo. Faremo il sacrificio solo il tempo necessario di trovare un’alternativa, sperando di trovarla”. E cosi’ “l’azienda perdera’ la nostra professionalita’ e il nostro attaccamento”. Lo scrivono 96 lavoratori dello stabilimento Comer Industries di Cavriago, in una lettera inviata oggi ai proprietari dell’azienda meccatronica reggiana: i fratelli Matteo, Cristian e Marco Storchi.

Invitati quindi nella missiva a riconsiderare l’annuncio della chiusura del sito produttivo reggiano, con il trasferimento dal prossimo autunno dei dipendenti a Reggiolo. Un posto, “davvero troppo lontano, sia per la gente che e’ in eta’ avanzata sia per i tanti genitori con figli piccoli che vedrebbero la loro gestione familiare quotidiana compromessa”, prosegue la lettera.

Ribadendo di sentirsi “una famiglia” che si sente “sradicata” i lavoratori, sugli scioperi in corso da giorni (60 ore proclamate), puntualizzano: “Non siamo contro la Comer, ma piu’ che mai per la Comer, ma a Cavriago”. E concludono: “Ci sembra che per errore non sia stata valutata la nostra vita. Speriamo che teniate in conto le nostre parole, sarebbe un gesto d’amore”.

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