“Noi donne come stiamo?”, webinar Cna e Comune su conciliazione vita-lavoro

Giovedì 2 luglio il webinar di Cna Impresa Donna e Comune di Reggio Emilia con testimonianze dal mondo della politica, dell’economia e dell’imprenditoria

REGGIO EMILIA – Potrebbe sembrare anacronistico parlare ancora di parità di genere, ma il periodo di lockdown degli ultimi mesi ha fatto riemergere con forza la questione della parità uomo-donna all’interno del nostro sistema sociale ed economico; dove purtroppo le donne risultano ancora il cardine principale sui cui ruota la gestione familiare, a scapito del loro impegno lavorativo. A questo si è aggiunto un sistema di welfare troppo debole e scarsamente organizzato, per riuscire a supportare le famiglie in un periodo di emergenza come quello del Covid-19.

Quali politiche sociali servirebbero per garantire un vero sostegno alle famiglie? Come ripensare l’organizzazione del lavoro? Maggiore cultura di genere anche all’interno delle scuole può portare alla tanto agognata parità di genere nella società?

Sono alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso della tavola rotonda promossa da Cna Impresa Donna e il Comune di Reggio Emilia dal titolo “Noi donne. Come stiamo?”, con testimonianze dal mondo della politica, dell’economia e dell’imprenditoria, giovedì 2 luglio dalle 18 in modalità videoconferenza.

Dopo i saluti della presidente Cna Impresa Donna Paola Ligabue, interverranno l’assessora alle pari opportunità Annalisa Rabitti e l’assessore con delega alla Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Lanfranco De Franco del Comune di Reggio Emilia, l’economista Tindara Addabbo, professore ordinario di Politica economica presso il Dipartimento di economia di Unimore, e imprenditrici provenienti da diversi settori, per capire dalla loro diretta esperienza come hanno affrontato la situazione di isolamento per l’emergenza sanitaria e quali misure riterrebbero utili a livello sociale e di economia del lavoro per raggiungere un maggior equilibrio in termini di conciliazione vita/lavoro.

Secondo la 14° edizione del Global Gender Gap 2020, ci vorranno 257 lunghissimi anni per colmare il divario uomo-donna in termini di partecipazione economica. Erano 202 nel report 2019. 95 anni sono necessari, invece, per colmare il divario di genere nella rappresentanza politica, dove le donne rivestono cariche politiche solo nel 25% dei casi.

Non va meglio sul fronte del lavoro, dove solo il 55% delle donne (di età compresa tra i 15 e i 64 anni) è impegnato nel mercato del lavoro rispetto al 78% degli uomini, né tanto meno su quello dell’innovazione e del settore IT, tanto che nel report si legge che “la più grande sfida che impedisce di colmare il divario economico di genere è la sottorappresentanza femminile nei ruoli emergenti”. Solo un 12% le donne che si occupano di cloud, un 15% le donne ingegnere che lavorano con i Big Data e un 26% le impegnate con l’intelligenza artificiale.

“La tutela dei diritti delle donne lavoratrici ha bisogno di una visione d’insieme e di riprogettazione costante: non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuna e dobbiamo adattarci ai cambiamenti – dichiara l’assessora alle Pari opportunità, Annalisa Rabitti – Il lavoro di cura è una questione sociale e culturale, ha ricadute che non possiamo negare siano diverse su donne e uomini, sulle famiglie e sui figli e dunque sull’intera comunità, è il momento di non abbassare la guardia su questi temi che ora più che mai sono emergenti. Il Covid ha mostrato chiaramente la situazione e le difficoltà che noi donne abbiamo ancora oggi nel conciliare vita, lavoro e famiglia.”

“In questi mesi di lockdown molte persone hanno sperimentato un home working, quasi mai realmente smart. Ora finita l’emergenza è fondamentale capire cosa di buono si potrà mantenere in tempi ordinari e cosa rivedere – dice l’assessore alla Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Lanfranco De Franco – E’ necessario che alle tecnologie si affianchino strumenti di sostegno sociale, perché l’obiettivo è avere più tempo di qualità per se stessi e le proprie relazioni, e non gravare ulteriormente il lavoro femminile con mansioni di cura. Siamo in un punto di svolta storica, tra il rischio di tornare indietro di anni a forme di lavoro a domicilio o invece andare verso una reale conciliazione tra tempi di vita e lavoro. Il sondaggio “Reggio come va?” che ha raccolto circa 5000 risposte pone le problematiche di lavoro e aggravio dei carichi di cura familiare tra quelle più sentite dai cittadini. Il Comune deve fare la propria parte in termini di buone pratiche, ammodernamento dei servizi, politiche di mobilità e la Consulta Tempi di vita e lavoro è un luogo ideale per svolgere questo tipo di riflessioni con i vari attori della nostra società.”

“Si dovrebbe focalizzare l’attenzione – spiega la presidente Paola Ligabue – sul fatto che le tecnologie digitali rappresentano portentosi strumenti di integrazione, ma non perché consentono alle donne di lavorare da casa (con il rischio di ghettizzarle ulteriormente), ma perché permettono a uomini e donne di liberare tempo per la famiglia. Ci si dovrebbe concentrare sul fatto che la tecnologia è un grande strumento di emancipazione perché facilita l’accesso all’informazione e l’informazione dovrebbe essere sinonimo di cultura, e la cultura dovrebbe rappresentare l’elemento cardine per l’esercizio dei propri diritti”.

Il webinar sarà coordinato da Antonella Gualandri, responsabile ufficio stampa e PR CNA Reggio Emilia.

Per info e iscrizioni: chiara.bulgarelli@cnare.it