La Comer ai lavoratori: “Indispensabile chiudere Cavriago”

Il presidente Matteo Storchi: "Se non lo facciamo dopo ce ne pentiremo e pagheremo dazio"

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – E’ “indispensabile” chiudere lo stabilimento di Cavriago. Lo afferma Matteo Storchi, presidente della Comer Industries di Reggio Emilia, in una lettera inviata a 96 dipendenti, in risposta a quella in cui i lavoratori gli chiedevano di ritornare sulla sua decisione di trasferire tutto il personale (150 persone) nell’unita’ produttiva di Reggiolo.

Un tema al centro in questi giorni di una accesa vertenza aperta da Fiom-Cgil e Uilm-Uil, con scioperi e mobilitazioni quasi quotidiane, perche’ per i sindacati lo spostamento della sede di lavoro costringerebbe in molti a dimettersi. Ma Storchi, pur affermando di “comprendere pienamente cosa possa significare il trasferimento a Reggiolo e i disagi che esso puo’ comportare”, non sembra intenzionato a cambiare idea.

“Tenere al centro le persone – si legge nella missiva del presidente – e’ il concetto che sta alla base della nostra strategia aziendale e garantire la piena occupazione e’ la condizione fondamentale”. Ma “per essere competitivi, il miglioramento continuo e’ a sua volta indispensabile”, perche’ “ci confrontiamo con un mercato che non fa sconti a nessuno”. In questo contesto, aggiunge Storchi, “ridefinire il profilo dell’approvvigionamento delle nostre linee di produzione e’ indispensabile”.

I vantaggi maggiori, spiega ancora l’imprenditore “sono il miglioramento dei tempi di consegna, la creazione di un punto unico di ritiro merci per tutti i nostri clienti e l’opportunita’ di crescita professionale per tutte le persone che ci lavoreranno”. Fattori, viene poi sottolineato, “che non sono fini a se’ stessi, ma si traducono in nuove risorse da destinare a investimenti e assunzioni che, a loro volta, genereranno ritorni positivi non solo per l’azienda ma per l’intera comunita’”.

Storchi e’ quindi fermo nel ribadire: “Il contesto in cui operiamo non lascia piu’ spazio per una gestione di compromesso” e “ignorare questa realta’ non sarebbe solo sbagliato, sarebbe davvero poco lungimirante”. Infatti “potremmo anche decidere di lasciare le cose come stanno, poi, pero’, il mercato ci presenterebbe il conto. E allora tutti noi scopriremmo che una mancata scelta oggi, peraltro improntata, lo ripeto, alla piena salvaguardia dei posti di lavoro e alla generazione di investimenti, si tradurrebbe domani in una serie di misure che peserebbero negativamente sull’intera azienda”.

Quindi, conclude il presidente, “dobbiamo essere responsabili”. L’azienda rinnova infine l’invito ad attivare un tavolo di confronto individuale con i lavoratori, per studiare “proposte concrete per mitigare il disagio di questo trasferimento”. Ipotesi gia’ respinta dai sindacati, a cui gli operai hanno confermato il mandato.

Più informazioni su