Imprese, crolla l’export: -10% nei primi tre mesi

La metalmeccanica è il settore più colpito con le vendite che calano del 13,4%

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REGGIO EMILIA – Export a picco, in provincia di Reggio Emilia, nel primo trimestre 2020. Secondo l’analisi dell’ufficio Studi della Camera di commercio sui dati Istat le vendite oltre frontiera, vero motore dell’economia locale, sono infatti crollate del 9,9%, toccando quota 2,5 miliardi (271 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2019). In calo, contemporaneamente, anche le importazioni che, con una contrazione del 14,1%, sono scese sotto il miliardo (977 milioni).

L’andamento negativo delle esportazioni di prodotti “made in Reggio” e’ causata prima di tutto dalla contrazione degli affari in Europa (meno 10,7%), che ne acquista quasi due terzi. Giu’ anche le vendite in Asia e negli Stati uniti, negative rispettivamente dell’11,7 e del 2,4%. Fra i settori leader dell’economia reggiana, la metalmeccanica e’ quello che ha accusato il colpo negativo di piu’.

Al progressivo calo della produzione, acuito poi dalle difficolta’ connesse al coronavirus, si e’ associata una flessione dell’export del 13,4%, per il comparto che rappresenta oltre la meta’ delle esportazioni reggiane. Non fanno meglio altri settori portanti dell’economia provinciale: la moda (meno 8,4%), l’agroalimentare (meno 3,2%) le ceramiche (2,8%) e l’elettronica (meno 12,2%). In controtendenza solo il settore chimico-farmaceutico, cresciuto del 9,4%.

Sui dati interviene l’associazione degli industriali di Reggio: “Per evitare un crollo della tenuta economica e sociale il nostro Paese e’ tenuto e mettere in campo, insieme alla BCE e all’Europa, tutte le risorse disponibili per sostenere la liquidita’ delle imprese e delle famiglie e dare corso a quelle riforme e quegli investimenti a lungo rinviati e ormai non piu’ prorogabili”, afferma il vicepresidente Mauro Macchiaverna.

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