Imprese, a maggio boom per ammortizzatori sociali

Lapam Confartigianato: "Chiesti dal 57% delle aziende. Ben 2.118 realta' per un totale di oltre 14.000 lavoratori coinvolti"

REGGIO EMILIA – Nel mese di maggio quasi 6 su 10 (il 57%) delle piccole imprese artigiane delle province di Modena e Reggio Emilia, hanno chiesto di accedere agli ammortizzatori sociali. In numeri assoluti si tratta di 2.118 realta’ per un totale di oltre 14.000 lavoratori coinvolti. A fare i calcoli e’ Lapam Confartigianato in una ricerca che, a livello territoriale, assegna il primo posto per il piu’ elevato tasso di utilizzo di strumenti di ammortizzazione a Reggio Emilia (con il 58% dei dipendenti e il 36,2% delle ore lavorabili totali), seguito dal Comune reggiano di Castellarano con il 54,1% dei dipendenti.

Secondo la ricerca la dimensione media delle imprese del campione che hanno presentato domanda nel mese di maggio e’ di 8 dipendenti. Il 55% dei dipendenti per cui e’ stato richiesto l’uso di ammortizzatori sociali e’ rappresentato da operai, il 36,2% sono impiegati e l’8,8% apprendisti. Per i 6.840 operai lo strumento piu’ utilizzato e’ stato la cassa integrazione ordinaria, seguito dal Fis (fondo integrazione salariale) e dalla cassa in deroga.

Lo stesso per i 4.502 impiegati mentre, per i 1.097 apprendisti, l’ammortizzatore maggiormente utilizzato e’ quello per l’integrazione salariale(Fius). Passando ai settori, gli imprenditori che hanno chiesto di piu’ “aiuto” sono quelli del campo dei servizi alla persona, seguiti da manifatturiero, servizi alle imprese e costruzioni.

Di fronte a questi numeri “e’ davvero preoccupante – dice il segretario generale Lapam Confartigianato Carlo Alberto Rossi – il ritardo nel trasferimento delle risorse stanziate dal Decreto Rilancio per le prestazioni di sostegno al reddito per i dipendenti delle imprese artigiane”. Dal 19 maggio, infatti, “e’ trascorso piu’ di un mese e le prime risorse (ancora molto parziali) stanno cominciando ad arrivare solo ora al Fondo di Solidarieta’ Bilaterale dell’Artigianato che e’ pronto a erogarli ai lavoratori in sospensione dal lavoro per Covid-19”.

Inoltre “oggi, dopo 37 giorni di attesa, sono stati trasferiti solo una piccola parte rispetto 30 milioni necessari a coprire il solo mese di aprile”. Insomma, dice Rossi, “se questa e’ la capacita’ di risposta all’emergenza, abbiamo un problema davvero serio di cattiva burocrazia”.