Il caso Palamara-Morlini-Mescolini ricostruito data per data

Le intercettazioni che riguardano il capo dei pm reggiani, in attesa delle spiegazioni del magistrato, pur senza notizie di reato, potrebbero indebolire l'azione della nostra procura soprattutto alla luce delle numerose inchieste aperte sulla pubblica amministrazione

REGGIO EMILIA – Il magistrato Marco Mescolini, che ha sostenuto l’accusa nel primo grado del processo Aemilia, è diventato procuratore Capo di Reggio Emilia nel luglio del 2018. Le vicende della sua elezione si intrecciano con alcune intercettazioni finite nel minestrone in salsa trojan del caso Toghe Sporche, che vede protagonista Luca Palamara e, in modo molto più marginale, coinvolge il reggiano Gianluigi Morlini, ambedue ex membri del Csm (quest’ultimo senza contestazioni a suo carico).

Dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta della procura di Perugia su un giro di presunti favori per spingere la nomina di questo o quel magistrato, spuntano le chiamate telefoniche in cui Morlini dice a Palamara di sentirsi pressato da Mescolini per il suo passaggio di carriera a capo di una procura. Circostanza da verificare, ma purtroppo per ora Mescolini si è chiuso dietro ad un deciso no comment. Morlini nel frattempo si è dimesso dal Csm, dopo che le intercettazioni dimostravano la sua partecipazione ad un incontro in albergo con, tra diversi altri, Luca Lotti, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio in era Renzi.

Va precisato che al momento in cui venivano intercettati, Morlini non era ancora nel Csm, ma faceva di fatto da tramite tra Mescolini e Palamara. Morlini entrerà nell’organo di autogoverno delle toghe poche settimane dopo la nomina di Mescolini.

Palamara e Morlini sono della corrente della magistratura che va sotto il nome di Unicost, un rassemblement centrista vicino ai moderati di centro del Pd. E qui sta il punto: è opportuno che Mescolini si sia affidato in modo così esplicito, per la sua promozione a procuratore capo, a una corrente che si è dimostrata così a stretto contatto con la politica? Nel dettaglio, alla corrente politica che esprime di fatto il governo del capoluogo della procura di destinazione, Reggio Emilia?

Gianluigi Morlini
Gianluigi Morlini

Di certo il percorso che ha portato Mescolini ai vertici della Procura reggiana, una volta analizzato non manca di rivelare sorprese.

Ecco una sintesi dei fatti, per come emergono su tre quotidiani diversi: Carlino Reggio, Gazzetta di Reggio (per la fase che precede la nomina) e il Fatto Quotidiano.

19 maggio 2017. La Gazzetta di Reggio dà la notizia che Marco Mescolini, sostituto procuratore di Bologna in forza alla Dda, ha presentato domanda per diventare procuratore capo a Reggio Emilia al posto di Grandinetti. I candidati sono 16 e la Gazzetta sottolinea come Mescolini ha un curriculum e una esperienza minore rispetto a molti altri candidati.

27 ottobre 2017: Secondo indiscrezioni della Gazzetta, nel voto della V Commissione del Csm, Mescolini avrebbe prevalso sul collega Alfonso D’Avino, magistrato antimafia di Napoli, per 5 – 1. D’Avino, dieci anni più anziano di Mescolini, a Napoli è nel pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione. E sul caso Consip si è scontrato con Woodcock.

31 gennaio 2018. Gianluigi Morlini, giudice reggiano della corrente Unicost, che verrà intercettato mentre si incontra di notte con il braccio destro di Matteo Renzi Luca Lotti e altre toghe, scrive a Palamara: “Mescolini e Brusati quando?”

14 febbraio 2018. Confronto di merito tra le due candidature nel plenum del Csm. A sostenere la candidatura di Mescolini è Massimo Forciniti di Unicost, la stessa corrente di Palamara e di Morlini.

Interviene in questo dibattito, anche il consigliere del Csm Lorenzo Pontecorvo, della corrente Magistratura Indipendente, affermando: “Ma signori, scusatemi, c’è un procuratore aggiunto di Napoli con dieci anni di anzianità in più e un magistrato con dieci anni in meno che non ha mai svolto una funzione semidirettiva e per due anni è stato fuori ruolo come capo ufficio del Viceministro dell’Economia e delle Finanze” sotto il governo Prodi: “Non venite a convincermi che questo magistrato è preferibile al procuratore aggiunto di Napoli”.

La decisione viene rinviata.

15 febbraio 2018. Morlini chiede a Palamara: “Ciao Luca , come immagini sono pressatissimo da Mescolini, cosa devo dirgli?” Palamara risponde: “Grande Gigi, parlato stasera con Mescolini al quale ho chiarito tutta la situazione”.

21 febbraio 2018. Non si trova un accordo nel plenum del Csm e Palamara in persona chiede un rinvio della decisione.

18 maggio 2018: Morlini scrive a Palamara: “Mi fido di te su ogni cosa. Mi raccomando di tenere tutto sotto controllo: Lucia Russo, Corinaldesi, Mescolini, Pasini, Trerè e Ancona“. Palamara risponde: “Assolutamente Sì”.

4 luglio 2018. Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura dà il via libera a Mescolini procuratore capo a Reggio. La contrapposizione con D’Avino è risolta mandando quest’ultimo a dirigere la Procura di Parma. Sono passati 9 mesi.

7 luglio 2018. Palamara scrive a Morlini: “Mi sembra che stia filando tutto liscio, che ne dici?”. E Morlini risponde: “Beh, direi di sì, certamente hai fatto un gran lavoro”.

Le intercettazioni che riguardano Mescolini, pubblicate negli ultimi giorni dal Carlino, in attesa delle spiegazioni del magistrato, pur senza notizie di reato sembrano delineare un quadro che potrebbe indebolire l’azione della Procura reggiana soprattutto alla luce delle numerose inchieste aperte sulla pubblica amministrazione.