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Gli avvocati reggiani: “I tribunali ripartano presto”

La presidente dell'Ordine reggiano, Celestina Tinelli: "Bene anticipare ripresa a 30 giugno, ma serve ripartenza totale"

REGGIO EMILIA – Garantire “il completo e regolare funzionamento della giustizia, attraverso l’emanazione di norme specifiche che assicurino la riattivazione di tutti i servizi essenziali dei Tribunali italiani, per la tutela dei cittadini, degli avvocati e della vita democratica del Paese”.

Questo il contenuto della delibera approvata dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia – che si e’ unisce quindi al Consiglio nazionale forense e alle principali associazioni nazionali dell’avvocatura – e indirizzata alla presidenza del Consiglio, in cui si rivolgono alcune proposte al ministero della Giustizia per “la rapida e completa ripresa delle attivita’ dei Tribunali”.

I legali reggiani osservano, infatti, che mentre “sono ripartite in tutta Italia le diverse attivita’, resta inspiegabilmente in vigore l’articolo 83 del decreto Cura Italia, che ha dato origine ad una serie di provvedimenti, diversi a seconda delle sedi giudiziarie e in molti casi anche tra gli uffici della stessa sede, che rendono di fatto impossibile la piena ripresa delle attivita’ dei Tribunali e imprevedibile il destino dei procedimenti fissati”.

A questo, lamentano gli avvocati, “si aggiunge la difficile situazione degli addetti, costretti a lavorare in modalita’ smart working, ma privi degli indispensabili strumenti tecnologici e telematici per accedere da remoto alle piattaforme informatiche di gestione dei procedimenti”.

La presidente dell’Ordine reggiano, Celestina Tinelli, spiega poi che, anche se “il Tribunale di Reggio Emilia non si e’ mai completamente fermato, emerge sempre fortemente il problema della mancanza di personale amministrativo, che non sara’ risolto dal rientro in ufficio dallo smart working”. In ogni caso, Tinelli commenta con soddisfazione il fatto che “le nostre proposte sono state accolte, anticipando al 30 giugno la ripresa delle attivita’ nei Tribunali, rispetto alla data del 31 luglio prevista dall’articolo 83 del decreto Cura Italia”.

A questo punto, conclude la presidente, “e’ pero’ necessario che i Tribunali riprendano pienamente tutte le attivita’ giudiziarie, per evitare che si creino situazioni di stallo che rischiano di degenerare in emergenza sociale, mostrando in tutta la sua evidenza la distanza tra il Paese che e’ ripartito e la giustizia trascurata”.