Finti matrimoni per ottenere il permesso di soggiorno: due arresti

Smantellata dalla polizia un'organizzazione di vietnamiti residenti in Italia che organizzava nozze fasulle fra loro connazionali e cittadini italiani. Gli sposi italiani venivano reclutati alla mensa della Caritas

REGGIO EMILIA – Dal Vietnam con amore, ma soprattutto per ottenere un permesso di soggiorno in Italia o in un altro Paese dell’area Schengen. E’ quanto emerge da un’indagine congiunta di squadra Mobile e ufficio Immigrazione della Questura di Reggio Emilia – iniziata nel 2018 e coordinata dal pm Giulia Stignani – che ha messo fine alle attivita’ illecite di un’organizzazione che favoriva l’immigrazione clandestina, attiva nelle province di Reggio Emilia e (almeno in un caso) Modena. Il gip del Tribunale reggiano Luca Ramponi ha emesso tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti indagati, due dei quali eseguiti venerdi’.

In manette sono finite due donne vietnamite di 39 e 38 anni, residenti nel reggiano e nel modenese, e ritenute a capo del sodalizio criminale. Si cerca invece ancora un terzo organizzatore (un uomo vietnamita di 38 anni) che dalle intercettazioni potrebbe essersi spostato nel milanese. La banda agiva “reclutando” nella mensa della Caritas di Reggio (che ha collaborato alle indagini) uomini e donne in difficolta’ economica, offrendo loro del denaro – 12.000 euro in contanti, in due tranches – per andare a prendere consorte nel consolato italiano di Saigon. Oltre al viaggio di andata, veniva predisposto anche il soggiorno e quello di ritorno, e si aiutavano i novelli sposi vietnamiti nelle pratiche per ottenere il permesso di soggiorno. Il tutto, naturalmente dietro compenso.

In particolare i matrimoni contestati dal gip reggiano sono in tutto cinque (un sesto e’ sfumato all’ultimo momento a causa del mancato accordo sul pagamento del “marito” italiano). Gli investigatori ritengono che, ai vietnamiti desiderosi di farsi una nuova vita in Europa, venisse chiesta una “tariffa” almeno pari a quella offerta agli italiani, se non piu’ alta. Per un giro di affari totale, stimato quindi in circa 80.000 euro in due anni. Le indagini sono partite a seguito di alcune anomalie riscontrate dall’ufficio Immigrazione sulle richieste di soggiorno pervenute. E’ stato accertato, ad esempio la grande differenza di eta’ tra- in un caso di 20 anni- tra i coniugi italiani e asiatici. Il consolato ha inoltre confermato che le coppie facevano fatica anche a comprendersi per via della lingua.

Ad insospettire la Polizia anche il fatto che tutti i coniugi italiani si conoscessero, mentre si e’ scoperto che un uomo e una donna vietnamita sposati ad italiani, lo erano stati in passato tra di loro e avevano pure due figli, che si erano divisi una volta stabilitisi in Italia. La comunita’ vietnamita a Reggio Emilia, spiega la Questura, conta poche centinaia di unita’. I matrimoni “di convenienza” che non passano esami approfonditi, sono invece circa un centinaio all’anno, sui 300 celebrati.