Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

“Edilizia sostenibile, basta che non resti una bella intenzione”

Duilio Cangiari, di Europa Verde: "Ecco alcuni spunti che possono essere di interesse per fare sì che i buoni propositi non rimangano titoli per convegni"

REGGIO EMILIA“Edilizia sì, ma sostenibile” dice il sindaco Luca Vecchi. Ci pare una affermazione importante, ma che deve essere accompagnata da scelte coerenti e rigorose. Riteniamo che la sostenibilità in questo campo passi dallo stop al consumo di suolo agricolo, per proiettarsi decisamente verso il recupero e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, che lo ricordiamo, nel nostro paese vede milioni di vani inutilizzati.

Sulla cosiddetta rigenerazione urbana siamo certamente d’accordo, d’altra parte lo andiamo dicendo da tempo, anche sulle pagine della stampa locale: gli investimenti a favore della ripresa post Covid devono rispettare prioritariamente l’impegno a non nuocere all’ambiente e a noi stessi e a portare benefici immediati all’economia locale e all’occupazione.

Sono certamente di interesse i richiami al quadro europeo ed in particolare al raddoppio entro il 2030 del tasso annuo di rigenerazione del patrimonio edilizio esistente che dovrebbe vedere il fiorire di tanti cantieri per sistemare le nostre case, rendendole antisismiche, con belle facciate, a basso consumo energetico.

Di pari importanza è il riferimento ai 500 milioni di investimenti per opere pubbliche in tre anni che, ricordiamolo, devono collocarsi in modo coerente all’interno della strategia Green Deal europea, auspicabile una attenzione particolare alla sistemazione dei nostri istituti scolastici.

Va sottolineato con interesse anche il richiamo alla semplificazione delle procedure burocratiche e la collaborazione pubblico/privato a patto che risponda ad esigenze reali e di ampio respiro come necessario, in questa fase storica. In effetti non bastano i buoni incentivi: occorre coordinare le funzioni dei vari soggetti, rispettando comunque le valenze del territorio e le normative che lo tutelano.

In particolare, nell’ambito locale, grande importanza rivestono il ruolo degli enti di governo e delle loro aziende: si tratta di mettere in campo un efficace sostegno organizzativo, finalizzato al lancio del nuovo mercato degli interventi “sostenibili” sugli edifici pubblici e privati: politiche in grado di generare da subito una forte ricaduta occupazionale. Questo deve essere l’obiettivo primario indispensabile per cogliere i risultati attesi, in coerenza con Greene Deal Europeo e Accordo di Parigi. Ricordiamo sempre che stiamo parlando di un settore ad alta intensità di manodopera.

Per accettare la sfida, tuttavia, occorre che il soggetto pubblico e anche i privati dispongano di dati reali e monitorabili e di una buona capacità di coordinamento, anche a garanzia dei proprietari committenti. In sostanza è necessario che i buoni propositi vengano calati nella realtà concreta, attraverso un progetto ampio in cui i principali elementi siano individuati chiaramente e di cui la fiducia riveste una parte essenziale.

Ci si riferisce, in particolare, sia all’ accesso ai dati per un confronto tra i diversi casi d’intervento che al sostegno e alla creazione della domanda anche con il coinvolgimento degli amministratori di condominio; in sostanza occorre mettere a punto formulazioni differenziate, relative alle diverse tipologie tecnico strutturali e contrattuali più convenienti (anche differenziate nello stesso condominio) , tra le quali i singoli proprietari possano scegliere, a seconda delle esigenze e delle possibilità economiche, mettendo in grande evidenza la garanzia dei risultati che si andranno a conseguire. Cosa non scontata nel nostro Paese.

Un aspetto poco noto, ma che va considerato si riferisce alla veridicità, affidabilità e verificabilità dei dati delle performances statiche ed energetiche dell’edificio a fine lavori: dati necessari all’ottenimento del “passaporto europeo dell’edificio”.
Fondamentale è il tema della verifica dei risultati attesi, soprattutto in termini di riduzione di emissioni di gas serra, di riduzione dei consumi energetici e della creazione di nuova occupazione.

La comunicazione e la trasparenza sono molto importanti, per la messa a punto in sede regionale delle migliori soluzioni tecnico-economiche, bancarie, climatiche e occupazionali, a seguito del varo di auspicabili politiche di incentivazione nel settore della rigenerazione urbana.

Questi sono solo alcuni spunti che possono essere di interesse per fare sì che i buoni propositi non rimangano titoli per convegni, ma diventino un percorso di concretezza utile al pubblico, alle imprese e soprattutto ai cittadini interessati ad avviare progetti di efficientamento energetico edilizio. L’impegno è certamente sfidante. Crediamo che la direzione sia buona a patto che non rimanga una bella intenzione, perché il rischio che ciò accada è concreto.

Duilio Cangiari, Europa Verde