Comer, il sindaco di Reggiolo: “Il muro contro muro non serve a niente”

Il primo cittadino interviene sulla dura vertenza aziendale: "Credo che sia dunque arrivato il momento di abbassare i toni per provare ad aprire un dialogo"

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REGGIOLO (Reggio Emilia) – “Il muro contro muro non serve a niente. Bisogna mettersi a un tavolo per confrontarsi”. Il sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli, interviene sulla vertenza Comer di Cavriago mostrando solidarietà ai lavoratori in sciopero e mettendosi a disposizione delle parti.

“La chiusura della sede di Cavriago – spiega il sindaco Angeli – crea un problema concreto per molti lavoratori e si dovrebbero cercare soluzioni che portino a un accordo condiviso. Credo che sia dunque arrivato il momento di abbassare i toni per provare ad aprire un dialogo. Se può essere di aiuto, nel tracciare questo percorso l’amministrazione comunale di Reggiolo è pronta a mettersi in gioco per aiutare l’impresa e i sindacati a trovare un accordo”.

In questi giorni il primo cittadino è rimasto in contatto con il presidente di Comer Matteo Storchi per capire l’evoluzione della situazione. L’azienda da anni si sta sviluppando investendo nel territorio mettendo sempre al primo posto le persone e i dipendenti. “Per questa ragione – ha evidenziato Angeli – sono certo che anche questa volta andrà così. Oggi nei vari stabilimenti dell’azienda a Reggiolo ci sono oltre 800 lavoratori e Comer ha continuato ad investire per migliorare le attività produttive garantendo standard di sicurezza elevatissimi. Non penso dunque uno scontro tra le parti sia utile”.

Affrontando il tema della vertenza Comer di Cavriago il sindaco ricorda il caso Sicrea, nata da CMR (Cooperativa Muratori Reggiolo) per evidenziare quanto la presenza delle attività economiche sul territorio sia rilevante per una comunità. “So cosa significa perdere un’importante impresa sul territorio. È accaduto anche a Reggiolo, nel 2014, quando Sicrea si è trasferita con tutti i suoi cento dipendenti, quasi tutti reggiolesi, a Modena. A soli due anni dal sisma, in una terra dunque già fortemente provata dalle difficoltà, il colpo è stato davvero duro. In quel caso, purtroppo, il tentativo di coinvolgere i sindacati non ebbe risposta, perché si pensò soprattutto al mantenimento dei posti di lavoro, anche se la sede aziendale si trovava a oltre 40 km di distanza. Le due storie sono certo diverse, ma questo per dire che c’è ancora spazio di manovra, che ci sono possibilità per tutelare al meglio i diritti dei lavoratori salvaguardando anche i territori. Serve quella che si dice ‘buona volontà’, il desiderio concreto di operare al meglio senza dimenticare che l’elemento umano è linfa vitale per ogni azienda capace di guardare al futuro”.

Ora, come ha concluso il sindaco, la strumentalizzazione politica “non serve davvero a nessuno”.

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