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Angeli e demoni, chiesto il rinvio a giudizio per 24 indagati

Quali tra loro affronteranno il processo e quali no, pero', sara' deciso nell'udienza preliminare fissata il prossimo 30 ottobre

REGGIO EMILIA – Dopo la chiusura delle indagini a meta’ gennaio, si e’ aperta la fase delle richieste di rinvio a giudizio per gli indagati dell’inchiesta Angeli e Demoni, che la Procura di Reggio Emilia ha formulato nei confronti di 24 persone. Quali tra loro affronteranno il processo e quali no, pero’, sara’ deciso nell’udienza preliminare fissata il prossimo 30 ottobre.

Tra gli imputati ci sono Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, la psicoterapeuta Nadia Bolognini e il marito Claudio Foti della onlus Hansel & Gretel. Presente anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti.

I reati contestati nell’indagine sono, a vario titolo, peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

La notizia e’ accolta con soddisfazione dal collegio difensivo di Federica Anghinolfi, ex capo dei servizi sociali della val d’Enza e ritenuta una figura chiave del presunto sistema di affidamenti illeciti dei minori. “Federica Anghinolfi – dice il suo avvocato Rossella Ognibene – potra’ cosi’ esercitare appieno il suo diritto di difesa. Questo avverra’ finalmente davanti ad un giudice in Tribunale e non in piazza o sul web, come purtroppo e’ accaduto sino ad ora”.

In “quella sede affronteremo, tra l’altro e in prima analisi tutte le anomalie delle accuse rivolte alla dottoressa Anghinolfi”, continua il legale. Sottolineando che, dopo mesi di polemiche roventi, ora “sara’ un tribunale a valutare accuse e difese e sara’ la decisione di un giudice a stabilire l’eventuale rinvio a giudizio che, nel caso, dara’ luogo a un legittimo processo nella aule di giustizia”.