Spazio libero, sui cartelloni in circonvallazione le foto dei giovani artisti

Saranno affisi per due settimane dal prossimo 31 maggio

REGGIO EMILIA – Dopo quello commerciale, il Comune di Reggio Emilia riattiva anche il motore culturale della citta’. Lo fa con un’originale mostra fotografica, battezzata “Spazio libero”, visitabile liberamente per due settimane dal prossimo 31 maggio. Si tratta infatti di una mostra “open air” in cui una novantina di scatti di 11 giovani artisti del circuito Gai (giovani artisti italiani) saranno affissi sui supporti dei cartelloni pubblicitari collocati lungo la circonvallazione cittadina (molti dei quali arrugginiti e incrostati) e in piazza Prampolini.

Un vero e proprio circuito all’aperto quindi, visitabile in modo “green” (a piedi o in bicicletta) e nel rispetto delle misure anticoronavirus che permangono nella fase 2. Diversi i temi delle foto – dalla natura, alla famiglia, ai sogni – che sono pero’ state realizzate dagli autori tutte nel periodo di lockdown, offrendo cosi’ le loro differenti chiavi di lettura di quel periodo. Associata alla mostra, inoltre, e’ la playlist appositamente composta da Max Casacci dei Subsonica, che sara’ disponibile nel profilo Spotify del Comune.

“Dopo mesi di isolamento e di sovraccarico di video – dice l’assessore comunale Annalisa Rabitti – abbiamo sentito la necessita’ di far ripartire la citta’ anche nella sua dimensione artistica e creativa, riaffermando il principio che la cultura puo’ essere vissuta anche fisicamente”. Un messaggio lanciato, prosegue Rabitti, “con un linguaggio, quello fotografico, che e’ nel dna della nostra citta’ e che non vogliamo sia solo quello dei regolamenti anti covid”.

Il sindaco Luca Vecchi, ricordando che “se non fosse accaduto nulla ora saremmo nel periodo di fotografia europea e con un’estate di eventi culturali alle porte”, aggiunge: “Credo che in Italia si sia parlato troppo poco del contributo in senso lato che l’arte la creativita’ e la cultura possono dare in questo frangente storico per ripartire. Ma noi non dobbiamo perdere di vista questa consapevolezza”. Inoltre, “torneremo sicuramente alle mostre e ai concerti come erano prima, ma nella fase 3 nulla sara’ uguale e penso che iniziative innovative come quella che sperimentiamo potranno incidere sul nuovo modo in cui, da ora in poi, si vivranno anche gli eventi culturali”.