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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

Scuola, Europa Verde: “Asili nido e scuole materne aperte nel periodo estivo”

Bertani, Bonicelli e Cangiari: "I Comuni organizzino, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari, occasioni aggregative, ludiche e sportive per piccoli gruppi di ragazzi"

REGGIO EMILIAQuesta breve riflessione nasce dal fatto che se l’emergenza sanitaria e i conseguenti cambiamenti hanno portato ad importanti riflessioni sul mondo del lavoro, dell’economia, del sociale, ci risulta ancora poco dibattuto il tema della scuola e della formazione in generale, nonostante l’impatto del lockdown sia stato notevole.

L’intento di questo documento è pertanto quello di avviare, chiedere una riflessione sul breve e medio periodo con una proiezione più ampia rispetto al tema della scuola, come luogo di formazione e di crescita sociale.

Da un’analisi della situazione attuale non possiamo negare che il mondo scolastico del nostro territorio abbia dimostrato globalmente di sapersi attivare, anche in tempi piuttosto rapidi e in anticipo rispetto alle direttive ministeriali ,con l’utilizzo di servizi e didattica a distanza, garantendo continuità del servizio e dimostrando che lo strumento informatico può essere un valido supporto, se proficuamente integrato nella didattica quotidiana e con modalità diverse a seconda delle età e delle attività.

Risulta però evidente che questa soluzione di emergenza, davvero importante, che ha garantito continuità e presenza in un tempo così difficile, non basta a garantire l’erogazione di un servizio di formazione e crescita sociale nel lungo periodo.

Elenchiamo in breve i limiti più evidenti della sola didattica a distanza: l’impoverimento delle opportunità educative e formative, in quanto la scuola a distanza non consente scambi sociali tra pari e con gli adulti, circoscrive le relazioni al solo ambito familiare e riduce notevolmente la possibilità di apprendimenti più legati al corpo, o attività che richiedano l’interazione con gli alunni/studenti, favorendo una didattica più trasmissiva.

L’aumento del divario tra alunni/studenti, in base anche alla provenienza socioculturale delle famiglie, viene accentuato anche dalla mancanza di dispositivi o consuetudine all’uso degli stessi e del wi -fi, dall’assenza di spazi e contesti adeguati allo studio e inoltre dalla necessità di un accompagnamento/affiancamento quotidiano, in particolare per i più piccoli, nelle attività scolastiche. Infatti, la didattica a distanza assegna alle famiglie un compito di presenza attiva, che può risultare anche stimolante e costruttivo, ma alla lunga può trasformarsi in un fattore di differenziazione in base alle opportunità di partenza.

L’appesantimento dell’impegno delle famiglie (e in particolare delle donne) che devono coniugare la gestione didattica, con conseguente confusione di ruoli, e lavoro. Per le famiglie con ragazzi con bisogni educativi speciali di particolare rilevanza, la situazione si aggrava ed è aggravata anche dalla perdita di altri servizi integrati (es. interventi di riabilitazione…).

La difficoltà di portare a compimento i percorsi di apprendimento e integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali e in particolare di quelli con medie e gravi disabilità, per i quali sono necessari percorsi più personalizzati in contesti relazionali significativi.

La chiusura dei servizi di mensa scolastica può produrre, soprattutto nei bambini provenienti da famiglie con problemi economici, rischi per la loro salute e il loro benessere mentale.

Sulla base di queste prime riflessioni, riteniamo sia importante che sulla formazione in generale, si apra un ampio e proficuo dibattito, anche alla luce degli elementi di positività riscontrati, e soprattutto si deve predisporre un piano di interventi tempestivo a livello territoriale e nazionale, con soluzioni coordinate e funzionali alla progressiva e speriamo rapida, ripresa del servizio (non oltre l’inizio del prossimo anno scolastico), riapertura che dovrà necessariamente tenere conto delle esigenze di sicurezza e coniugarle con la qualità del servizio erogato, nel rispetto dei principi di pari opportunità e qualità dei percorsi.

È questa anche l’occasione per rinnovare il dibattito sulla scuola e ripensare soluzioni coordinate e funzionali per il breve e lungo periodo: dagli incentivi all’uso delle nuove tecnologie con formazione specifica del personale e supporto tecnologico alle famiglie, alla necessità di nuovo personale qualificato, evitando soluzioni di reclutamento improvvisate e non in grado di garantire una preparazione adeguata.

Un cambiamento di tendenza va sicuramente valutato anche riguardo al numero di alunni per classe, numero che già risultava eccessivo e inadeguato in termini di sicurezza, salubrità e qualità didattica, prima dell’emergenza. Nel breve periodo, nell’ipotesi che a settembre si rendano necessari rientri graduali, occorre che la riflessione e il piano di fattibilità vengano predisposti con tempestività, per garantire alle scuole e al territorio il tempo necessario per un’organizzazione di spazi e tempi in funzione del distanziamento, anche con modalità didattiche integrate (in presenza e online) che tengano conto delle esigenze didattiche dei diversi ordini e tipologie di scuola.

Nell’immediatezza, caratterizzata dalla ripresa graduale delle attività lavorative, per sostenere le famiglie con figli vanno estesi e potenziati aiuti economici quali: i bonus baby-sitter, l’allargamento temporale del congedo parentale, la previsione di un assegno stabile e per le altre situazioni, la garanzia di un reddito di emergenza che consenta di non “lasciare indietro” nessuno.

Già dalle prossime settimane e per tutta l’estate occorre che i Comuni, di concerto con tutte le agenzie educative del territorio (associazioni sportive, oratori, associazioni culturali…) organizzino, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari, occasioni aggregative, ludiche e sportive per piccoli gruppi di ragazzi, al fine di riattivare momenti di socializzazione e formazione, utilizzando in primo luogo gli spazi esistenti nelle scuole e nel territorio (biblioteche, parchi, palestre, oratori,…), creando in tal modo micro comunità educative che compensino il lungo isolamento sociale dei bambini/ ragazzi.

Pare oltremodo necessario prevedere anche una graduale riapertura in sicurezza degli asili nido e delle scuole materne nel periodo estivo.

Loredana Bertani – insegnante – Co Portavoce Europa Verde Reggio E., Lorella Bonicelli già dirigente scolastico, componente del Comitato scientifico Europa Verde E.R, Duilio Cangiari – Co Portavoce Europa Verde Reggio E.