Lotto e Superenalotto sì, ma quando ripartono gli altri giochi?

Dal 27 aprile sono ricominciati i giochi ad estrazione da remoto, mentre dal 4 maggio è stata la volta del Lotto e del Superenalotto. Ancora chiuse le sale scommesse, mentre c’è molta confusione su slot e sale bingo

REGGIO EMILIA – Da lunedì 18 maggio, l’Italia è entrata in una nuova evoluzione della cosiddetta Fase 2, durante la quale gli italiani dovranno imparare a convivere con il Coronavirus, pur tornando (più o meno) alla vita prima del lockdown. Quasi tutti gli esercizi commerciali hanno riaperto, con l’eccezione di palestre e centri sportivi in generale, che però dovrebbero poter ricominciare entro fine maggio.

E l’industria dei giochi? Qui la situazione è molto complessa. Dallo scorso lunedì 27 aprile è ripartita la raccolta di 10 & Lotto, Millionday, Winforlife e Winforlife Vincicasa, giochi le cui estrazioni avvengono da “remoto”, mentre il 4 maggio gli italiani hanno potuto iniziare nuovamente a giocare a Lotto e Superenalotto.

Sembrava che dall’11 maggio potessero ripartire anche le sale scommesse e la raccolta delle slot machine, ma così non è avvenuto. E non è successo neppure dopo l’ultimo Dpcm firmato dal Governo Conte, che ha bloccato ulteriormente scommesse e slot, seppure nel Decreto non ci siano riferimenti precisi.

Un caos che ha portato gran parte degli esercizi commerciali a non rischiare possibili multi e a lasciare, per esempio, le ‘macchinette’ spente, nonostante le slot machine online non si siano mai fermate durante il lockdown. Stesso dicasi per le sale scommesse, tra le imprese che non hanno potuto riaprire i battenti.

“Oggi tra mille difficoltà ripartono tutti, e comincia la battaglia per difendere i posti di lavoro degli italiani. In bocca al lupo a tutti, tranne a quelli delle agenzie di scommesse, evidentemente considerati dal Governo biscazzieri del peccato cui non concedere la riapertura, e cui invece si potevano applicare le stesse regole di bar, gelaterie o altre attività nelle quali si può consegnare la merce all’esterno”, ha commentato in una nota il deputato di Forza Italia Andrea Ruggeri.

Ruggeri ha fatto notare come siano 8.000 i punti scommesse sparsi su tutto il territorio italiano, che danno lavoro a 20.000 persone. Un piccolo esercito che dall’8 marzo e fino al 15 giugno, salvo ulteriori ribaltoni, non ha potuto svolgere la propria professione.

In realtà, alcune Regioni hanno deciso di intraprendere un percorso differente. Come ad esempio il Piemonte, che dovrebbe permettere la riaccensione delle slot, dei monitor e dei televisori da parte degli esercenti già a partire da lunedì 24 maggio.