“La libertà” e “Per l’ultima volta mamma”

"Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani in questo periodo

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REGGIO EMILIA – “Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale.

Argomenti – racconti e poesie
Hai scritto un breve racconto o una o più poesie? Hai descritto un evento personale, il tuo stato d’animo durante questa solitudine? Hai raccontato il tuo dolore o la tua gioia per qualche felice occasione, per la guarigione di qualcuno, per un amore spuntato o separazione dolorosa o per un lieto incontro o triste perdita?

Invia il tuo scritto per mail a bassmaji.jean@libero.it. Oggetto: Scrittori Silenziosi. Non inviare a Reggio Sera.

 

La libertà

È un filo d’oro, slacciato dal vento, mappa segreta
impreziosita, impagabile…
La libertà scorre anche nella vita, lungo trincee di
porte e finestre, dove la musica spolvera parole…
La libertà ha sguardi di pace, non accetta confini….
Cammina sui lamenti e sguardi avidi di bene, tra
mille timori.
Quante emozioni, allo sbando, esplose lungo la
prigionia.
Fuori dalla finestra, il paesaggio brulica di una
primavera vigorosa, dalle gemme impazienti.
Il silenzio ha toni sommessi, come gli incerti stridii di
stormi, di nuvole accerchiate dal vento, come luci di
fiumi colorate.
Le notti insonni sanno di prigionia, desiderose di
profumi, mondi nutriti di incanti e magie.
Nella mia città, la Libertà dorme, i pensieri incalzano
furiosi e barcollano tra fogli sfumati e bandiere
colorate.
Solo il cuore vigile, guarda, oltre il tempo cerca un
faro, un tuffo, libero, di bagliori nuovi di bellezza.

Tina Giordano

Per l’ultima volta mamma

Mai pensato che oggi sarà l’ultima volta che ti guardo
l’ultima volta che mi guardi
l’ultimo sorriso che mi fai
l’ultimo rudimentale bacio
le ultime parole che mi dici
l’ultimo saluto fatto con una mano stanca tremolante
mai pensato che oggi è
l’ultima volta che le mie labbra ti chiamano
mamma
sono arrivato
come le tante altre volte nel passato per trovarti
e ripartire salutandoti per il prossimo incontro

Questa volta il mio ottimismo mi ha tradito
non ho messo nel conto
che possa essere l’ultima volta che chiamo mamma

Il tuo corpo comincia a ribellarsi
mamma
non mi senti, non rispondi e non mi sorridi più
i tuoi movimenti sono irrequieti
è tua ultima sofferenza
non mi guardi più
ti stai allontanando
forse stai cercando la tua nuova dimora
quella celeste
che hai guadagnato con le tue buone opere

Uno sguardo al monitor
il tracciato del tuo cuore mostra un cuore sofferente
sempre più pigro, debole e zoppicante
le onde elettriche stanno prendendo la strada del non ritorno
prendo il fonendoscopio e chiudo la porta
ascolto il tuo cuore che non
c’era più.

Jean Bassmaji

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