Clima, l’allarme: estate come ai Tropici in Emilia-Romagna

A Reggio, in particolare, secondo uno studio Arpae, nell'arco dei prossimi 30 anni la temperatura media annuale potrebbe salire di 1,7 gradi (da 13,2 a 14,9), con la massima estiva in salita da 28,3 a 31 gradi

REGGIO EMILIA – Altro che “notti magiche” come cantavano Bennato e la Nannini all’epoca dei mondiali italiani del ’90: ci aspettano, nel nostro futuro, notti tropicali. E’ quanto emerge da uno studio della regione Emilia-Romagna.

A Reggio Emilia, nell’arco dei prossimi 30 anni la temperatura media annuale, secondo Arpae, potrebbe salire di 1,7 gradi (da 13,2 a 14,9), con la massima estiva in salita da 28,3 a 31 gradi e la minima invernale da 0,3 a 2 gradi di media. Il numero di notti estive di tipo “tropicale” (ovvero con una temperatura minima superiore a 20 gradi) passerebbe da 17 a 39 e le ondate di calore da tre a nove. In calo invece le precipitazioni annuali, che scenderebbero da 760 a 700 millimetri, mentre aumenterebbero i giorni consecutivi senza pioggia (da 23 a 32).

Passando ai dati su scala regionale ci sarà un aumento della temperatura media di 1,6 gradi: 1,5 in piu’ in inverno e 2,7 gradi in piu’ in estate. Calo delle piogge di quasi l’11%. E ancora 26 notti “tropicali” nell’arco dell’estate (14 in piu’), fino a 28 giorni senza pioggia (sette in piu’) e almeno otto episodi di ondate di calore ogni estate (cinque in piu’). E’ questo in estrema sintesi il risultato delle proiezioni climatiche per il trentennio 2021-2050 in Emilia-Romagna, confrontate con il periodo di riferimento 1961-1990.

Lo studio e’ stato condotto da Regione Emilia-Romagna, osservatorio clima di Arpae e Arter, nell’ambito della Strategia regionale per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Per la vicepresidente Elly Schlein e l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, “i dati parlano chiaro e non c’e’ tempo da perdere. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono evidenti anche in Emilia-Romagna ed e’ essenziale mettere in campo misure rigorose di mitigazione e adattamento previste dall’accordo di Parigi del 2015”.

Non solo. “Vogliamo fare ancora di piu’- aggiunge Schlein- la fase 3 dev’essere quella della ricostruzione in una direzione nuova e sostenibile, anche attraverso il Patto per il clima che andremo a costruire con tutti gli interlocutori sociali, a partire dagli enti locali, e per cui questi dati ci saranno estremamente utili”. Il programma di mandato della Giunta, ricorda Priolo, “pone tra l’altro grande attenzione alla conoscenza. Le proiezioni climatologiche, e l’estremo dettaglio col quale sono state prodotte, sono pertanto un’ottima base per l’implementazione di una strategia regionale per la tutela quali-quantitativa dell’ambiente e per la sicurezza territoriale”.