Centri estivi, le regole della Regione: ci vuole la mascherina

Si potrà iniziare dall'8 giugno: ingressi scaglionati e controllo della temperatura

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REGGIO EMILIA – Ingressi scaglionati, obbligo di mascherina e controllo della temperatura. Ma niente obbligo di certificato medico per frequentare. Con le linee di indirizzo adottate oggi in via definitiva, l’Emilia-Romagna da’ cosi’ il via libera ai centri estivi per bambini e ragazzi dai tre anni in su, che potranno iniziare dal prossimo 8 giugno.

Il documento, condiviso con enti locali, gestori, pedagogisti, esperti e sindacati, sara’ recepito nei prossimi giorni da un’ordinanza del governatore Stefano Bonaccini, subentrando cosi’ all’attuale direttiva regionale. Quali sono le novita’? Prima di tutto gli ingressi scaglionati per evitare affollamenti, quindi i genitori dovranno portare i figli con orari differenziati. I punti di accoglienza dovranno essere all’esterno e all’arrivo verra’ chiesto se il bambino ha avuto febbre, tosse o difficolta’ respiratoria nei giorni precedenti, ma non e’ richiesto il certificato medico per la frequenza del centro estivo.

All’ingresso prevista la possibilita’ di controllare la temperatura, sia per educatori sia per i bambini, che avranno anche l’obbligo di igienizzare le mani in entrata e in uscita.

Tutti dovranno indossare la mascherina. Confermata l’indicazione di svolgere le attivita’ in piccoli gruppi, il cui numero varia a seconda dell’eta’: per i bambini tra tre e cique anni, ci sara’ un adulto ogni cinque; per i bambini di sei-11 anni un adulto ogni sette; per gli adolescenti un adulto ogni dieci ragazzi. Nei centri estivi e’ richiesta la presenza di un responsabile con formazione specifica e gli operatori dovranno essere in possesso del diploma di scuola superiore o laurea.

Consentiti anche volontari minorenni, di almeno 16 anni, formati ad hoc, ma che non concorrono alla determinazione del rapporto numerico del gruppo. Prevista la possibilita’ per gestori e famiglie di condividere un patto di responsabilita’ reciproca sui rischi e le misure di precauzione adottate. Per i centri estivi e’ consigliata l’attivita’ all’aria aperta, ma sara’ “necessario individuare una pluralita’ di spazi, con attenta valutazione della sicurezza”, utilizzando anche ambienti come ludoteche, centri per famiglie, oratori, fattorie didattiche, colonie estive e spazi di aggregazione.

Tutte le aree e le attrezzature dovranno essere igienizzate ed e’ richiesta particolare attenzione durante i pasti, perche’ i bambini non condividano posate e bicchieri. Non si potranno organizzare feste di fine corso, ma le attivita’ “potranno essere documentate con video da consegnare alle famiglie”.

Il protocollo della Regione da’ anche indicazioni per lo svolgimento in sicurezza dei giochi motori per i bambini tra tre e 11 anni. “Tradizionalmente in Emilia-Romagna le attivita’ estive dedicate a bambini e ragazzi si caratterizzano con l’attivita’ fisica- sottolinea Giammaria Manghi, capo della segreteria politica di Bonaccini- e soprattutto in questa fase va sottolineata la loro importanza per migliorare le condizioni di salute, promuovere il benessere psicologico, della popolazione infantile dopo il periodo di lockdown”. Soddisfatta la vicepresidente Elly Schlein.

“Con la tanto attesa cornice di regole sanitarie e di distanziamento possono finalmente partire in sicurezza le attivita’ educative per bambini e ragazzi, con un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo di qualita’- sottolinea l’assessore regionale al Welfare- siamo arrivati a questo risultato grazie a un lavoro approfondito e condiviso, per il quale ringrazio ancora una volta tutti i soggetti che si sono riuniti attorno al tavolo per trovare soluzioni a un problema davvero sentito dalle famiglie e dalle istituzioni”.

Con oggi, dunque, si chiude “un percorso che e’ partito il 24 di aprile, che ci ha permesso di condividere proposte concrete con il Governo, prese ad ampio riferimento per le linee guida nazionali che oggi specifichiamo in questo protocollo”.

Come Regione, continua Schlein, “abbiamo piu’ volte ribadito l’esigenza di accompagnare la ripresa delle attivita’ economiche e lavorative con la graduale ripresa dei percorsi educativi e di socialita’ di bambini e adolescenti, sostenendo in questo modo a nche le famiglie nella gestione del carico di cura e dei figli, che in questi mesi hanno gravato in modo innegabile unicamente sulle loro spalle, in particolare delle donne. E non ci possiamo permettere passi indietro su un tema di fondamentale importanza e attualita’ come quello della conciliazione dei tempi di cura e di lavoro”.

Al tempo stesso, aggiunge la vicepresidente, “va tutelato il lavoro dei nostri educatori, che rappresentano un vero patrimonio sociale. Siamo dunque pronti a partire e a farlo in sicurezza”.

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