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Cassa integrazione, esplode la rabbia delle tute blu contro le banche

Fim, Fiom e Uilm: "Gli Istituti bancari hanno un dovere legato alla firma sul protocollo, ma anche un dovere morale ed etico di essere coerenti rispetto gli impegni presi"

REGGIO EMILIA – Esplode la rabbia delle tute blu, e dei loro sindacati, in Emilia-Romagna. Nel mirino finiscono le banche che dovrebbero anticipare le somme degli ammortizzatori sociali. Dovrebbero perche’ non sta succedendo, protestano Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil dell’Emilia-Romagna. Gia’ nelle settimane scorse le sigle confederali regionali avevano denunciato un “ostruzionismo” degli istituti di credito, e a Bologna era stato lanciato l’allarme per 1.300 addetti delle coop sociali come per 300 educatori a Modena rimasti senza stipendio ne’ anticipo degli ammortizzatori.

Ora attaccano i metalmeccanici e lo fanno a testa bassa per il mancato rispetto del protocollo Regione-banche che “permetterebbe ai lavoratori di avere una risposta concreta alla crisi” dato che “i tempi della burocrazia per l’approvazione ed il conseguente pagamento della cassa integrazione da parte dell’Inps, pur essendosi snelliti rispetto al passato, sono inconciliabili con le esigenze quotidiane dei lavoratori”.

Il protocollo banche “doveva dare risposta a questa emergenza. Doveva, in quanto quel protocollo non sta funzionando. Alle sollecitazioni di Cgil-Cisl-Uil e della Regione, al momento, registriamo un nulla di fatto” e Fim-Fiom-Uilm non sono disposte a lasciar correre. “Gli Istituti bancari hanno un dovere legato alla firma sul protocollo, ma anche un dovere morale ed etico di essere coerenti rispetto gli impegni presi. Non e’ ne’ serio, ne’ responsabile- affermano Samuele Lodi, Gianni Caruso e Daniele Valentini, rispettivamente segretari regionali di Fiom, Fim e Uilm- volere scaricare sui lavoratori in cassa integrazione costi ulteriori oltre a quelli di bollo, tempi burocratici e linee di indirizzo di marketing”.

I metalmeccanici in cassa integrazione in Emilia-Romagna “sono diverse migliaia” e la contrattazione messa in campo da Fim-Fiom-Uilm con i propri delegati nei luoghi di lavoro “ha permesso di definire accordi per l’anticipo del trattamento di integrazione salariale da parte delle aziende”, poi pero’ i lavoratori restano senza i soldi ‘conquistati’ dalle intese. Perche’ c’e’ “un sistema delle banche che firma accordi per dare ossigeno ai lavoratori cassintegrati, accordi che poi non rispettano (e certamente non per responsabilita’ dei lavoratori degli Istituti, bensi’ delle Direzioni).

La finzione e’ rappresentata da un sistema delle banche che si auto-incensa e che si vuole mostrare con un profondo senso di responsabilita’ sociale”, contestano i sindacati dei metalmeccanici. La Regione ha convocato per venerdi’ i firmatari del protocollo e allora i sindacati dei metalmeccanici sollecitino “i rappresentanti delle banche ad una condotta responsabile al tavolo verso gli altri firmatari e poi agli sportelli verso i lavoratori”, concludono Lodi, Caruso e Valentini.