Aguzzoli (M5S): “Via Paradisi, è devastante il progetto immobiliare del Comune”

Il consigliere: "Si puniscono e sradicano residenti che, con gli indennizzi che percepiranno, non riusciranno ad acquistare abitazioni di pari dimensioni in altre zone delle città"

REGGIO EMILIA – “In un toccante video di denuncia, i residenti definiscono l’iniziativa immobiliare del Comune che ha per oggetto tre condomini di via Paradisi, un progetto di “sostituzione umana”. Parole forti, chiare e condivisibili di chi, disperatamente, chiede aiuto, un cenno di conforto, una speranza per evitare che questa iniziativa si traduca in un loro inutile e ingiusto trasferimento forzato tramite esproprio”.

Lo scrive il consigliere comunale del M5S, Fabrizio Aguzzoli, a proposito del progetto del Comune “902 / abitare solidale” che prevede l’acquisto da parte dell’amministrazione comunale delle abitazioni private nei palazzi ai civici 6, 8 e 10 di via Paradisi: una settantina di appartamenti che saranno sottoposti ad un intervento di restauro.

Nel Pdf che illustra la relazione al piano integrato, che vi mostriamo se cliccate qui, si legge chiaramente, a pagina 9, che “le proprietà private oggetto dello stralcio attuativo saranno oggetto di vincolo di esproprio, disciplinato attraverso l’adozione di specifico strumento urbanistico attuativo (PRU) funzionale all’attuazione dell’intero piano integrato oggetto di candidatura. Con il supporto dell’ACER della provincia di Reggio Emilia e dell’Agenzia provinciale per l’Affitto, la procedura espropriativa sarà supportata da attività di accompagnamento all’abitare e funzionale alla ricollocazione abitativa dei nuclei familiari residenti titolari d’uso di locazione dell’abitazione oggetto di esproprio”.

Scrive Aguzzoli: “Si sappia fin da ora che i cittadini possono contare sui consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle a fronte di questa ennesima sorda ostinazione del sindaco, della giunta e dei politici del centro sinistra di proseguire in un progetto molto costoso (17 milioni di euro) quanto errato nei contenuti poiché, ancora una volta, dà priorità all’urbanistica, ai mattoni, anziché alle persone e alla condivisione democratica”.

E aggiunge: “Già in commissione consigliare ho avuto modo di esporre le mie critiche all’idea di impegnare una cifra così ingente per ristrutturare gli edifici corrispondenti ai numeri civici 6, 8 e 10 di via Paradisi, sottraendoli con l’esproprio anche a chi, eroicamente in questi anni ha resistito al degrado, ammodernato le abitazioni, rispettato le regole e seguito le indicazioni della stessa Amministrazione comunale mantenendosi in pari con il pagamento delle utenze. Ed ora, all’improvviso, tutto ciò è dimenticato e cancellato dal Comune di Reggio Emilia che sceglie con pervicacia di perseguire la “soluzione immobiliare””.

Secondo Aguzzoli, in questo modo, “si puniscono e sradicano residenti che hanno agito bene i quali, con gli indennizzi che eventualmente percepiranno, oltre a non rientrare delle spese sostenute nel recente passato, non riusciranno ad acquistare abitazioni di pari dimensioni in altre zone delle città vicine al centro storico e che, quasi sicuramente, ci saranno strascichi giudiziari”.

E continua: “Non basta ristrutturare tre palazzine per risolvere i problemi del quartiere che sono prioritariamente di tipo sociale prima ancora che urbanistico. Non si capisce dove il Comune – che ha appena dichiarato di avere un buco di di 10-13 milioni di Euro e ha approvato, a colpi di maggioranza, nonostante il parere contrario di un revisore, un bilancio previsionale irrealistico che non tiene minimamente conto degli effetti recessivi del Coronavirus – reperirà i fondi necessari”.

Conclude Aguzzoli: “Il sindaco in campagna elettorale si era più volte impegnato ad ascoltare e dialogare. Bene, lo dimostri confrontandosi con i residenti in commissione consigliare, iniziando con loro un percorso partecipato di verifica dei contenuti e delle tutele. Io come Consigliere Comunale sento questa necessità, ma vi sia la disponibilità vera del Comune a rivedere il progetto perché sentire l’assessore dichiarare che l’esproprio rimane l’ultima soluzione equivale di fatto a ribadire che se comunque non ti adegui (cioè vai altrove) ti espropriamo”.