Acqua pubblica, Vecchi: “Su ricorso Iren non dò giudizi”

Il sindaco: "L'importante è realizzare il modello gestionale previsto"

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REGGIO EMILIA – Il sindaco Luca Vecchi non si schiera nel contenzioso legale tra Iren e Atersir sul percorso di ripubblicizzazione del sistema idrico della provincia di Reggio Emilia, nato dal ricorso della multiutility al Tar di Parma (che verra’ discusso il 14 ottobre) contro la procedura di gara indetta dall’agenzia territoriale per i servizi idrici e rifiuti. Quella cioe’ per individuare il partner industriale della societa’ “mista” e a controllo pubblico a cui sara’ affidata la gestione dell’acqua sul territorio nei prossimi 20 anni (appalto che vale un miliardo e mezzo).

Intervenuto nella commissione Affari generali convocata oggi su richiesta delle opposizioni per far luce sui motivi del ricorso (i cui atti sono comunque secretati), il sindaco afferma: “Atersir ha fatto il bando interpretando correttamente gli indirizzi del Consiglio locale – espressione di una quarantina di sindaci reggiani – ed e’ legittimo che Iren, per ragioni che in seguito decidera’ se spiegare, abbia presentato un ricorso”. Al sindaco, continua Vecchi, “non compete un giudizio se ha ragione Atersir, stazione appaltante in cui sono rappresentati i Comuni, o Iren di cui il Comune di Reggio e’ membro del patto di sindacato”.

Quello che conta, insomma e’ che “i sindaci hanno stabilito gia’ anni fa un modello gestionale dell’acqua particolarmente innovativo a controllo pubblico. Noi siamo interessati che al termine di quelle procedure di gara, indipendentemente da chi sara’ il nostro socio privato di minoranza, venga realizzato quel modello”. Perche’, conclude il sindaco, “si avvicina di piu’ allo spirito del referendum ed e’ stato previsto non prima di aver fatto i conti con la fattibilita’ tecnica ed economica del progetto”.

Tutto e’ infatti iniziato nel 2011, quando per dare attuazione all’esito del referendum sull’acqua pubblica, gli enti locali reggiani hanno deciso di affidare la concessione del servizio idrico a una societa’ a maggioranza pubblica denominata Arca. Il 60% delle quote di Arca sara’ in capo ad Agac infrastrutture, la societa’ dei Comuni del territorio proprietaria delle reti idriche e acquedottistiche. Socio di minoranza sara’ invece un’azienda del settore, a cui spettera’ la gestione operativa.

Iren, che fin dall’inizio del percorso, veniva considerata la favorita per aggiudicarsi l’appalto ha deciso invece di impugnarlo. Il direttore di Atersir Vito Belladonna conferma che “in linea con quelli che sono gli indirizzi politici la struttura ha lavorato per renderli compatibili con le norme vigenti sotto i profili tecnici, giuridici e di gestione finanziaria”.

In questa prima fase, aggiunge Belladonna, la gara si svolge “con la modalita’ della manifestazione di interesse, per individuare i soggetti interessati e poi ci sara’ una gara vera e propria”. Da Atersir viene fatto notare che trattandosi al momento di una procedura “ristretta” non sono state divulgate tutte le informazioni sull’appalto. E anche questo- viene ipotizzato- potrebbe essere confluito nel ricorso.

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