Sicrea Group, l’appello di lavoratori e fornitori: “Conad, salvaci”

Lo striscione in via Luxemburg e la richiesta: "La chiusura di un’azienda non può a mettere a rischio la tenuta sociale del sistema Reggio"

REGGIO EMILIA – I lavoratori e i fornitori di Sicrea group, l’azienda edile in liquidazione che doveva costruire il Conad di via Luxemburg, si rivolgono “al senso di responsabilità e alla coscienza del gruppo Conad, così come a tutti i protagonisti della comunità reggiana” chiedendo di “fare la propria parte per arginare il disastro economico e sociale derivante dalla chiusura di Sicrea, per il quale lo sterile esercizio di attribuzione di colpe e responsabilità a cui oggi assistiamo non salverà le centinaia di lavoratori e di piccoli imprenditori dalle difficoltà causate dai mancati introiti di mesi di lavoro nei cantieri”.

I lavoratori impegnati nel cantiere di via Luxemburg e i fornitori si rivolgono al committente dei lavori, ovvero Conad, per trovare una soluzione alla messa in liquidazione della società che, a partire dal 2012, aveva rilevato i cantieri di Coop Muratori Reggiolo, Orion e poi di altre aziende del settore. I soci hanno dovuto prendere atto di un preconsuntivo 2019 con quasi 22 milioni di perdite e deliberare la messa in liquidazione della società.

Scrivono lavoratori e fornitori: “A Reggio Emilia, la chiamata del vescovo Camisasca all’unità di tutti i livelli istituzionali per costruire opportunità di lavoro e non assistenzialismo ha ottenuto la pronta risposta dei principali attori della città e ha innescato una sottile speranza anche tra i lavoratori di settori, come quello delle costruzioni, che già da anni stanno scontando uno stato di crisi molto grave. Settore che a Reggio Emilia, più che in altre province, ha risentito della chiusura, una dopo l’altra, delle principali cooperative di costruzione, di cui la società per azioni Sicrea era rimasta l’ultimo baluardo di un sistema sostenuto anche da tante piccole aziende fornitrici che ci hanno creduto e hanno lavorato con impegno, mettendo a disposizione competenze e professionalità”.

Lavoratori e fornitori fanno presente che la scelta necessaria degli azionisti di mettere in liquidazione volontaria Sicrea, a causa di una situazione economica e finanziaria non più sostenibile, sta generando un effetto domino devastante non solo per le 225 persone che hanno perduto il posto di lavoro, ma anche per le tante piccole imprese fornitrici che si vedono interrotte attività su cui costruiscono fatturato, utili e posti di lavoro.

E concludono: “Quantificare il danno di questa ulteriore perdita del mondo imprenditoriale reggiano è prematuro, ma sarà sempre troppo tardi se i principali attori del territorio non saranno in grado di rimanere uniti per mettere in campo risorse ed energie volte ad arginare le gravi conseguenze economiche e sociali che a cascata si stanno abbattendo su migliaia di famiglie del territorio. L’appello del vescovo Camisasca è frutto di una visione intelligente e lungimirante, una chiamata al senso di responsabilità e alle coscienze di tutti, alla quale non si può rimanere indifferenti. Questo è il tempo della responsabilità e della solidarietà. I reggiani sono persone concrete e grandi lavoratori. Non mancano risorse e competenze. Dobbiamo solo stare uniti e fare ognuno la propria parte”.