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“Un tempo propizio”

“Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale

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REGGIO EMILIA – “Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale.

Argomenti – racconti e poesie
Hai scritto un breve racconto o una o più poesie? Hai descritto un evento personale, il tuo stato d’animo durante questa solitudine? Hai raccontato il tuo dolore o la tua gioia per qualche felice occasione, per la guarigione di qualcuno, per un amore spuntato o separazione dolorosa o per un lieto incontro o triste perdita?

Invia il tuo scritto per mail a bassmaji.jean@libero.it. Oggetto: Scrittori Silenziosi. Non inviare a Reggio Sera.

 

Un tempo propizio

Un tempo propizio per riprendere una vecchia e sopita passione. Innanzitutto, inizio col dire mi annovero fra i “fortunati”, perchè in questo periodo di isolamento sono fra coloro che lavorano. Sono infermiera in ospedale. Ritengo, questo, un privilegio che la vita mi ha, immeritatamente, affidato.

Ma torno alla sopita passione. Ho ripreso la stesura di un libro, dopo un fermo di tre anni. Non ho velleità di scrittrice, anzi. Il libro sarà per pochi intimi, per i famigliari interessati, ma soprattutto sarà una testimonianza che dedicherò ai miei figli, poiché è un libro sulla storia della mia famiglia.

Tutto ha avuto inizio dalla costruzione minuziosa e dettagliata del mio albero
genealogico. Ho frequentato archivi parrocchiali, comunali, di Stato. Ho avuto la
fortuna di sfogliare registri enormi ed antichi, vergati da scritture sopraffine. In questi registri apparivano vecchie ed incerte firme dei miei antenati, probabilmente poco inclini a tenere in mano una penna.

Ora, gli Archivi di Stato mettono a disposizione gratuitamente i loro archivi online e
ciò mi permette, ogni sera, di fare ricerca, di sfogliare virtualmente vecchi registri e
di controllare tutti i documenti riguardanti i miei antenati.

La sensazione che provo nell’analizzare ogni parola, ogni riga, ogni dato anagrafico
di un documento es. un atto di matrimonio è quella di un riannodarsi della vita. Se
alcuni provano ribrezzo pensare al passato prossimo o remoto che sia, io invece
provo una sensazione di gratitudine per quelli che sono stati i miei nonni, bisnonni,
trisavoli. Per carità, tutte persone umili, tutti contadini, mezzadri. Non ho trovato
antenati nobili o notabili (d’altra parte non era lo scopo delle mie ricerche!) ma dalle loro firme o dai loro connotati fisici traspariva gente laboriosa, ancorata a Madre Terra e alla natura.

Si dice che la Storia si ripete. Vi racconto un aneddoto che porta a riflettere su questo momento storico che stiamo vivendo. Il 1789 fu un anno infausto per la storia della mia famiglia. Nel luglio di quell’anno morirono, a pochi giorni di distanza per una poco chiara “epidemia” tre fanciulli dello stesso nucleo famigliare: il 6 morì Barbara all’età di poco più di un anno, il 10 Domenica di anni 2 e il giorno 25 Gertrude di anni 5 (Domenica e Gertrude erano sorelle).

Provate ad immaginare quale dolore lancinante ed indicibile avranno provato i genitori di fronte a queste perdite. Mi sono talmente immedesimata, che mentre scrivevo, ho provato pietà e commozione. “Felice colui che ricorda con piacere i suoi antenati; che conversa con estranei su di essi, sulle loro azioni, sulla loro grandezza e che sente una segreta soddisfazione nel vedersi come ultimo anello di una bella catena” (Goethe).

Buona quarantena a tutti

Varini Dimma

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