Scrittori silenziosi, i vostri pensieri al tempo del Coronavirus

Una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all'isolamento totale

REGGIO EMILIA – “Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale.

Ideatore e direttore editoriale Dr. Jean Bassmaji Reggio Emilia. Mail: bassmaji.jean@libero.it

 

Argomenti – racconti e poesie
Hai scritto un breve racconto o una o più poesie? Hai descritto un evento personale, il tuo stato d’animo durante questa solitudine? Hai raccontato il tuo dolore o la tua gioia per qualche felice occasione, per la guarigione di qualcuno, per un amore spuntato o separazione dolorosa o per un lieto incontro o triste perdita?
Invia il tuo scritto per mail a bassmaji.jean@libero.it. Oggetto: Scrittori Silenziosi. Non inviare a Reggio Sera.

 

Con stile

Saremo anche con le pezze al culo noi italiani,
ma ditemi dove lo trovate un altro paese dove :
i camici per i medici li fa Armani,
i respiratori per le sale di rianimazione li fa la Ferrari,
le mascherine li fa Gucci, e
le soluzioni di disinfettanti li producono i laboratori di Bulgari?
Andremo forse all’inferno ma con stile.

Anonimo

 

Il chiodino

Bianca, opaca, troppo ampia.
Mentre guardo una delle pareti della stanza in cui sto desolatamente seduta mi coglie un senso di smarrimento: ho bisogno di perimetri che mi chiudano in una sorta di nido e di punti di riferimento che mi diano senso di stabilità.
Percorro lentamente con lo sguardo la superficie.
Ad un certo punto tiro un sospiro di sollievo: il vuoto non è più assoluto quando dall’apparente uniformità spunta un chiodo.
Me l’ero dimenticato: al chiodino era appesa una bella carta geografica dell’Europa ma tempo fa l’avevo tolta per sottrarla alle grinfie delle mie gatte scatenate in cavalcate notturne.
Il chiodo adesso mi distrae da pensieri negativi. È piccolo, quasi invisibile perché una spennellata dell’ultimo imbianchino l’ha quasi mimetizzato con il muro ma a me basta.
E guardandolo penso a come cambiare la parete inquietante.
D’ora in poi, con la fantasia…
La scarabocchieró di nero nei momenti bui ma verranno anche azzurri di nuvole -speranza, il guizzo di un lampo temporalesco lascerà il posto a mille sfumature di tramonti dorati, un raggio di sole sarà il contorno dei sogni che vi disegnerò…
E a fare da punto fermo sarà sempre il chiodino solitario.
Lo guardo ancora. Pare mi inviti a caricarlo delle mie ansie ma anche e soprattutto di gioie.
Piccole? Fa niente: importante che siano tante e capaci di colorare il mio umore.
Mi garantisce che le reggerà.
E io gli credo.

Adriana Curti