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“Mente, azione e cuore: questo era Riccardo Zucco”

Claudia Zanella ricorda il noto neurologo recentemente scomparso: "Per lui i pazienti non erano solo numeri, ma erano storie"

REGGIO EMILIASe dovessi dire chi è Riccardo Zucco senza cadere nella ormai nota serie di encomi per la sua professionalità, lo ricorderei con queste tre parole: mente, azione, cuore. “Mac” è stato il suo motto nell’anno accademico rotariano in cui lui era presidente.

Mente, azione e cuore perché? Perché tutto il nostro operato va fatto con raziocinio. Questo era lui, nella sua vita professionale, nella sua vita privata. Mai nessuna azione deve essere lasciata all’arbitrio di emozioni troppo libere perchè bisogna sapere quello che si ha intenzione di fare quindi la progettazione, avere un percorso molto chiaro in qualsiasi campo.

Azione: una volta che tu hai in mente quello che vuoi fare devi agire immediatamente. Ma come devi agire? Con il cuore, perché tutto non si può ricondurre al solo raziocinio ma a un’empatia, a un’anima, tu la devi sposare la causa in qualsiasi modo, anche se forse è la più banale, ma se ci credi devi metterci cuore, devi metterci quell’emozione buona, quei sentimenti che ti permettono di non distoglierti dal raziocinio, dalla mente. “Mac” questo era il suo motto nell’atto rotariano, motto che è diventato il mio modo di chiamarlo.

Per me lui è “Doc” Riccardo “Mac” perché lui è tutto questo e io sono stata Ermione per lui, perché quello che ci accomunava era la grande passione per D’Annunzio, per quello che D’Annunzio era, il vate, istrionico, goliardico. I suoi scritti e le sue azioni hanno entusiasmato me e lui. Sappiamo a menadito tutto. Io non ero Claudia, ero Claudia-Er, Claudia Ermione, la sua Ermio. Quindi abbiamo aggiunto al “Mac” il “Mas” di D’annunzio. Era “Doc” Riccardo “Mac Mas” infatti noi ci salutavamo con “Mac, Mas e Smack”.

Una cosa vorrei lasciarla e che sia ben chiara a tutti perché nessuno ne ha parlato. Lui faceva la medicina narrativa e su questo io lo spronavo tantissimo perché per lui i pazienti non erano solo cartelle, non erano solo numeri, ma erano storie e non potevano essere date in pasto a tutti, ma dovevano essere anche digerite e lui di questi amici pazienti ne ha digeriti tanti, tutto il loro percorso era anche il suo, indipendentemente che li conoscesse o meno, perchè lui parlava sempre, cercava il dialogo.

L’ultima cosa che forse è la più importante, vorrei che di Riccardo si dicesse una cosa, che per quanto fosse un uomo di altri tempi con principi ferrei, aveva ben chiaro una cosa, era un indefesso lavoratore, si era dedicato in tutto e per tutto alla sua professione, approcciandosi al paziente come amico a cui dare ascolto, un ascolto vero, un ascolto attivo. Non c’era mai una fine nel suo lavoro, era un continuo.

La parte più bella era l’amore immenso per questi due figli, che amato tantissimo, si è dedicato a loro sempre, era la loro guida razionale, attiva e amorosa, dandogli tutto il bene possibile.

Ha dato tutto nel campo dei suoi affetti più cari, perché se lui voleva bene a una persona questo bene anche in mezzo a tutte le avversità questo bene c’era, indipendentemente da tutto. Noi eravamo dialogo, io ero per l’abbattimento dei muri, lui un po’ sovranista, ma siamo riusciti a smussare attraverso “Mente azione e cuore” tutto ciò che non riuscivamo a capire e che comunque cercavamo insieme di capire.

Lui diceva sempre: “Avanti tutta”. E questo deve essere per tutti, dagli operatori sanitari che io ringrazio per le cure che hanno dato a Riccardo, avanti tutta per i figli, per la famiglia e avanti tutta per il suo affetto più caro che c’era e c’è sempre stato. Riccardo è una persona meravigliosa, Riccardo è Doc Mac Mas.
Riccardo è tutto questo.

Claudia Zanella