“Lettera per una amica” e “Non voglio”

“Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale

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REGGIO EMILIA – “Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale.

Ideatore e direttore editoriale Jean Bassmaji Reggio Emilia. Mail: bassmaji.jean@libero.it

Argomenti – racconti e poesie
Hai scritto un breve racconto o una o più poesie? Hai descritto un evento personale, il tuo stato d’animo durante questa solitudine? Hai raccontato il tuo dolore o la tua gioia per qualche felice occasione, per la guarigione di qualcuno, per un amore spuntato o separazione dolorosa o per un lieto incontro o triste perdita?

Invia il tuo scritto per mail a bassmaji.jean@libero.it. Oggetto: Scrittori Silenziosi. Non inviare a Reggio Sera.

Lettera per una amica

Cara T
Ti scrivo anche per non sentirmi solo.
Qui siamo liberamente prigionieri di noi stessi in casa. Ogni attività è bloccata ma i pensieri buoni delle persone stanno sbocciando come i fiori all’apparir del sole.
Ogni movimento si è fermato, escluso il tempo che è molto rallentato, per questo abbiamo molto tempo a disposizione per riflettere. Stiamo scoprendo l’altra persona che vive vicino a noi che non vedevamo prima. Sentiamo il bisogno di guardare dai balconi per vedere qualcuno come non abbiamo fatto prima. Cerchiamo di sentire i rumori dei vicini e della strada per sentirci vivi e parte della comunità e non sentiamo più il bisogno del silenzio e del pensare solo a noi stessi.

Oggi riusciamo a salutarci dai balconi, anche con gli abitanti dei palazzi attorno, a cantare e suonare tutti insieme la musica. Suoniamo felici con qualsiasi cosa, pentole, bottiglie e con gli strumenti musicali chi lo sa fare, solo per fare ritmo con tutti, solo per partecipare, pazzia collettiva.

Spero che tutto ciò rimanga come ricchezza e non solo come storia dei tempi duri. Dobbiamo ricordare, con tutto ciò, con simpatia quel piccolo esserino che ha potuto cambiare il mondo come nessuno ha potuto fare prima.
Anche se ci portato via molti dei nostri affetti, ci ha fatto conoscere il vero valore della vita e la bellezza dell’altro.

Jean Bassnmaji

 

Non voglio

Non voglio marzo 2020

Non voglio tornare alla normalità, voglio tornare alla Vita
Non voglio che l’economia si riassesti
che torni ad essere strumento di avidità e disparità

Voglio che sia al servizio dell’autentico benessere
Non voglio che si torni a lavorare come prima
Voglio che i lavori inutili e dannosi collassino
che il lavoro si trasformi in opera
che si lavori di meno e si valorizzi di più

Non voglio che si torni a lottare per la sopravvivenza
con l’angoscia che non ce ne sia abbastanza

Voglio il supporto di tutti per tutti
che la ricchezza dei pochi sui moltissimi venga redistribuita

Voglio ricordarmi che la scarsità è un imbroglio che ci hanno iniettato
Non voglio che la finanza mondiale e i colossi petroliferi ne escano indenni tornando a sfruttare e speculare

Voglio che sia un terremoto che scuota l’ingiustizia globale
Non voglio che i centri commerciali tornino ad essere sempre aperti
Voglio che gli spazi della condivisione e dello scambio
siano al servizio dell’umano e non del consumo

Non voglio rimettermi a guidare nel traffico congestionato
Voglio muovermi lento e contento
Col ritmo naturale dell’universo
Che mi fa meravigliare della fioritura dell’albicocco

Non voglio essere in paranoia per la mia salute adesso
e poi tornare tranquillamente a respirare lo smog delle industrie
come se fosse normale riprendere a crepare di tumore

Voglio che rimanga l’aria pulita di questi giorni
che i delfini tornati sulle coste non se ne vadano
Voglio nutrirmi ogni giorno
di questa Natura di cui io sono parte

Non voglio che le scuole riaprano
se in esse ci sarà ancora prestazione ansiogena
stupida burocrazia e inutile ingozzamento cognitivo

Voglio che la conoscenza sia gioia, piacere e creatività
Voglio che sia consacrato e incentivato il tempo all’arte, al canto, al gioco
Non voglio più dare per scontato il tocco della tua mano sulla mia
i piedi nudi sulla spiaggia e il tramonto dalla collina

Voglio ringraziare quando muovo il polso, quando sto in piedi, quando posso baciare mia madre
Voglio ricordarmi che questo momento è la cosa più preziosa

Non voglio tornare alla normalità
Voglio ritornare alla Vita

Giordano Ruini

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