La Cna: “Acconciatori e servizi alla persona, inaccettabile riaprire il 1° giugno”

Il presidente Andrea Guerrieri: "Devono riaprire subito, gli operatori sono in grado di garantire la sicurezza"

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REGGIO EMILIA – “Desta sconcerto e rabbia il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore”.

Sono le dure parole del presidente CNA Benessere e Sanità Andrea Guerrieri per un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione.

“È incomprensibile come nei loro confronti ci sia una totale disattenzione da parte del Governo – incalza Guerrieri – la CNA chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto”.

Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata.

“Dobbiamo riaprire il prima possibile anche per contrastare l’abusivismo. Più sarà ritardata l’apertura dei saloni più sarà inevitabile l’aumento di parrucchieri ed estetiste a domicilio – sottolinea Andrea Guerrieri – come abbiamo denunciato già un mese fa. E in questo modo si mette a rischio la salute di tutti, non solo di clienti e operatori. I nostri saloni rispettano le norme igienico-sanitarie, le abitazioni private non possono garantire queste condizioni”.

“Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto. È quanto mai necessario – conclude il presidente CNA Benessere e Sanità – che il Governo dia subito segnali chiari e risposte certe. La disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura”.

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