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“Il mio 25 Aprile cantando Bella ciao in arabo”

Jean Bassmasji, medico italo-siriano ricorda la sua prima festa della Liberazione a Casa Cervi

REGGIO EMILIAQuattro anni fa, proprio il 25 aprile, ero stato invitato dalla senatrice Albertina Soliani a partecipare alla festa della Liberazione a casa Cervi insieme al presidente del Senato Pietro Grasso. Ero appena rientrato da una missione umanitaria in Siria.

Una emozione non comune mi ha invaso, appena mia moglie me lo ha comunicato. Io nato in Siria, anche se sono in Italia da cinquant’anni, credevo che le manifestazioni patriottiche non mi coinvolgessero e non mi riguardassero, non avendo assorbito quella cultura storica a scuola.

Mi sono sentito lusingato per essere stato invitato a una manifestazione cosi importante e di così alto profilo patriottico. Addirittura insieme al presidente del Senato, seconda carica dello Stato. Mi sono sentito davvero italiano come non mai. Mi sono informato sul tema e mi sono preparato bene. Mi hanno chiesto di fare anche una conferenza- incontro, nel grande auditorium dedicato a Genoveffa Cervi, per parlare della Siria e del mio ultimo viaggio in quella zona di guerra.

Il 25 aprile, alle 9, sono arrivato con mia moglie a Casa Cervi dove ho parcheggiato nel parcheggio interno riservato a pochi ospiti. Il parco di Casa Cervi era gremito già di giovani, di bancarelle e di gruppi musicali che provavano gli strumenti. Gente che andava e gente che veniva : una confusione piacevole per la festa delle feste. Mi ha ricevuto con grande affetto e considerazione la senatrice Albertina Soliani, in attesa dell’arrivo del presidente Grasso, mi ha accompagnato per un giro nel museo della famiglia Cervi e ogni suo racconto sulla storia eroica di questa famiglia me lo sentivo mio.

Abbiamo passato una giornata intensa insieme a tanti giovani sicuramente speciali nella loro formazione culturale. Il mio discorso è stato molto gradito per le ricche e veritiere informazioni sulla tragedia siriana. Il racconto sulla Siria, in quella occasione, si abbinava alla storia della lotta partigiana del passato creando una comune solidarietà tra i popoli.

Nel pomeriggio, il grande auditorium era gremito di gente. Ho raccontato la storia della guerra, le influenze straniere per motivi politici, strategici ed economici. Ho proiettato dei filmati e delle foto in appoggio al mio racconto che ha suscitato grande sorpresa e la convinzione che i mass media raccontano molte bugie. La partecipazione è stata attiva e lo scambio di domande e risposte molto ricco.

Oggi mi sento italianissimo e festeggio purtroppo, da casa mia sul balcone dove ballano al vento la bandiera italiana e quella della pace e risuona la canzone “Bella Ciao” in arabo ad alto volume per frullare e mescolare la mie varie emozioni ed ottenerne una molto intensa e più ricca di significato.

Jean Bassmaji