“Frantumi”, “Dalla paura il germoglio della speranza”, “L’arcobaleno”

“Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale

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REGGIO EMILIA – “Scrittori silenziosi” è una rubrica giornaliera, offerta da Reggio Sera per pubblicare i pensieri, le sensazioni e le riflessioni dei reggiani, mentre sono costretti, in questo tragico periodo, all’isolamento totale.

Argomenti – racconti e poesie
Hai scritto un breve racconto o una o più poesie? Hai descritto un evento personale, il tuo stato d’animo durante questa solitudine? Hai raccontato il tuo dolore o la tua gioia per qualche felice occasione, per la guarigione di qualcuno, per un amore spuntato o separazione dolorosa o per un lieto incontro o triste perdita?

Invia il tuo scritto per mail a bassmaji.jean@libero.it. Oggetto: Scrittori Silenziosi. Non inviare a Reggio Sera.

 

Frantumi

Paura del futuro.
La paura di non vedere via d’uscita.
Ma cosa rimarrà, dentro?
Una domanda: quali germogli spunteranno da queste macerie?

Antonio Simula
Direttore Centro Trentino di Solidarietà

Dalla paura il germoglio della speranza

Intrigante la domanda che si apre grazie alla riflessione di Antonio Simula: quali germogli spunteranno da queste macerie?
Per chi è abituato a vedere la paura quotidianamente negli occhi e nel cuore degli altri, spesso la risposta è automatica: da una grande paura germoglia una nuova speranza. Con gli anni che passano, ho vissuto lo stesso sentimento quando ad inizio anni 80 il mondo si confrontò con l’Aids e poi ancora alla fine degli anni ’80 con la caduta del muro di Berlino (l’anno successivo andai in Ucraina e vidi la paura e il disorientamento nelle persone nel dover gestire la libertà. Avevano paura). E poi ancora prima del Covid 19 negli occhi dei richiedenti asilo approdati alle nostre coste.

Quindi se è corretto chiamare paura il sentimento che ci accompagna verso l’ignoto, è altrettanto corretto, utile e necessario riconoscere che esiste una sorella di viaggio della paura e che questa si chiama speranza. Mi riferisco non ad una speranza vuota, automatica e scollegata dal volere e dall’agire umano. La speranza a cui mi riferisco si alimenta di energie vitali quali: la gioia, la serenità e la potenza.

Ogni giorno, anche in questo periodo, se andassimo a cercare tra le pagine di FB ma anche tra le storie di relazione che stiamo continuando a coltivare, seppur non in presenza fisica, vedremmo già piccoli e robusti germogli. Si potrebbe utilizzare fiumi d’inchiostro per dare corpo e gambe a cosa ognuno di noi vive e intende per gioia, serenità e speranza.

Nel mio piccolo mi limito ad osservare quanto le persone si rigenerano nel momento in cui si sentono coinvolte, di quanto la creatività libera azioni e soluzioni inaspettate e ancora quanto il senso di potenza prevale nella capacità di mettere in campo comportamenti responsabili. Poi non va dimenticato il coraggio di affrontare con coscienza le nuove sfide. In questa cornice in cui la paura cammina tra le strade del mondo, ricordiamoci che non è sola ma che è sempre accompagnata dalla speranza.

I nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni possono rivolgere lo sguardo verso la sorella speranza. Se non lo facciamo la paura diventerà terrore e allora sarà ancora più complicato. Il terrore annebbia, toglie il pensiero e ci riporta alle difese primordiali quali la fuga e l’aggressione (e pure di questo oggi in parte si vedono segni).

Grazie Antonio per la sollecitazione
ma so che tu tutto questo lo vivi quotidianamente.
A presto
Ivan Mario Cipressi
Direttore Fondazione Mondinsieme di Reggio Emilia

 

L’arcobaleno

Quell’arcobaleno all’orizzonte
orgia di colori che inglobano
la luce dei tuoi occhi e
i colori dei tuoi capelli

Quell’arcobaleno che disegna la curva dei tuoi fianchi e
Il turgore dei tuoi capezzoli
quell’arcobaleno che mette in allegria il mio cielo e
fa compagnia alla mia solitudine
quell’arcobaleno che
anima il mio pensiero che cerca il tuo pensiero
dissolto nel nulla.

Jean bassmaji

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