E’ morto Sergio Rabitti, ex sindaco di Castelnovo Sotto

Aveva 97 ed era stato primo cittadino dal '58 al '70. Ex partigiano, venne gravemente ferito in uno scontro a fuoco

CASTELNOVO SOTTO (Reggio Emilia) – Si è spento oggi, all’età di 97 anni, Sergio Rabitti, dal ’58 al ’70 sindaco di Castelnovo Sotto.

Scrive il Partito comunista che lo ricorda così: “Ironia della sorte proprio oggi 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo, Sergio Rabitti chiude un cerchio ideale con la vita e con la storia. Non poteva essere altrimenti. Classe 1923, operaio, Sergio entra nella Resistenza già dal 1943 nelle SAP locali di Castelnovo. Nel 1944 è partigiano combattente a tutti gli effetti, viene gravemente ferito in uno scontro a fuoco. Rabitti è stato sindaco comunista di Castelnovo Sotto dal 1958 al 1970.
E aggiunge: “In un giorno come quello di oggi, le parole potrebbero risultare persino scontate per tributare l’ultimo saluto a un protagonista della Resistenza italiana. In questi giorni in cui si vorrebbe svilire il valore storico, politico e morale del 25 Aprile, la memoria deve più che mai essere lo strumento per ricacciare in gola ai bonzi della storia, il loro sciatto revisionismo fascista. Lo dobbiamo a quanti hanno dato la vita allora, senza nulla pretendere per se stessi. E lo dobbiamo a Sergio Rabitti che lo ha testimoniato per tutta la vita. Si chiude un cerchio ideale oggi, beffardamente muore un partigiano nel giorno della Liberazione, ma non si chiude la stringente necessità di sostanziare le ragioni che portarono a combattere, armi in pugno, tutta la generazione dei Sergio Rabitti del nostro paese. Uguaglianza sociale, diritto al lavoro, sicurezza per chi lavora, diritto ad una dignitosa retribuzione per chi lavora, diritto alla casa, diritto alla salute, libertà, pace, Costituzione. Sono passati 75 anni, ma non è ancora passata la volontà politica di disattendere tutto questo. ‘La storia insegna, ma non ha scolari'”.
Nella foto che pubblichiamo, inviataci dall’ufficio stampa del Partito comunista, scattata nel 1981, trentasei anni dopo la Liberazione, sono ritratti i protagonisti e componenti del primo nucleo di partigiani di Castelnovo Sotto. Nel cortile di casa di Otello Lambruschi il primo al centro in canottiera, alla sua destra ci sono Sergio Rabitti e Walter Tagliavini. Alla sua sinistra Rino Montanari e Abdon Caffari.
Sergio Rabitti

Il sindaco di Castelnovo Sotto: “Lo ringrazio per quello che ha fatto per il nostro paese”
Scrive il sindaco di Castelnovo di Sotto Francesco Monica: “Ci ha lasciato proprio oggi una persona che 75° anni fa contribuì alla liberazione del nostro paese. Ho avuto il privilegio di conoscere Sergio pochi anni fa e sono sempre rimasto colpito della sua grande capacità intessere un rapporto analitico tra storia e politica, quella Storia con la S maiuscola che Sergio aveva vissuto direttamente, con i suoi racconti sulla Resistenza e la sua esperienza politica, in cui aveva avuto occasione di entrare in diretto contatto con grandi personalità politiche del Novecento. Questa caratteristica, che resta forte in quelle persone che si sono formate in un’epoca in cui la politica era fatta di “pensieri lunghi”, all’interno di una classe dirigente che aveva la consapevolezza che governare la cosa pubblica, non voleva dire occuparsi semplicemente dell’oggi, ma avere l’accuratezza di guardare più lontano perché in fondo “la politica è storia in atto””.

“Un uomo – prosegue il primo cittadino – che aveva ben chiara quale era la sua parte: da partigiano non poteva che essere contro ogni forma di fascismo, discriminazione e ingiustizia sociale. Questi valori richeggiavano all’interno dei suoi racconti amministrativi degli anni in cui ha guidato come sindaco Castelnovo. In questa data simbolo della Resistenza non posso far altro che ringraziarlo per quello che ha fatto per il nostro paese. Porgo le condoglianze a nome mio, di tutta la nostra comunità e di coloro che mi hanno preceduto nella carica che ricopro, a tutta la famiglia di Rabitti. Castelnovo si stringe a loro in questo momento di dolore”.