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“Coronavirus, occorre sostenere un’economia circolare”

Barbara Pergreffi: "Non si può, non si deve più tornare alla situazione di inquinamento precedente alla pandemia"

REGGIO EMILIA E’ un dato di fatto che gli effetti Covid19 sono direttamente collegati all’inquinamento atmosferico e se i morti per Coronavirus finiremo di contarli tra qualche mese, quelli per inquinamento si contano tutti gli anni e per il 2019 le cifre variano da 58.000 a 80.000 vittime su tutto il territorio nazionale, concentrate sulla Pianura Padana, maglia nera europea per l’inquinamento già da anni.

Misure estreme sono state prese, giustamente, per fronteggiare l’attuale pandemia, la maggior parte dei cittadini ha compreso e accettato queste misure a tutela della propria incolumità.

Credo sia ora dovere degli organi di stampa, che hanno saputo sostenere quanto era necessario fare nei momenti più drammatici dell’emergenza sanitaria, continuare a dire la verità sullo stretto legame tra le varie forme di inquinamento e la salute delle persone e degli ecosistemi, e di come questi aspetti siano strettamente legati ed interdipendenti.

Non si può, non si deve più tornare alla situazione di inquinamento precedente alla pandemia. Attivatevi già da subito; occorre informare quotidianamente le persone dando anche ampio spazio alle opinioni di scienziati autorevoli su clima e ambiente.

Serve che la stampa dia voce a tutte le pressioni e le richieste che cittadini e associazioni faranno per ottenere l’azzeramento di inquinanti gassosi e polveri sottili, per richiamare le amministrazioni al necessario principio di cautela riguardo alle antenne 5G e ad ogni impianto industriale o di produzione energetica, per la completa cessazione del consumo di suolo, per tutto ciò che servirà a tutelare la salute e l’ambiente.

Occorre valorizzare l’agricoltura contadina. Produzione di prodotti biologici combattendo i grossi produttori di sementi che detengono il monopolio del settore e una politica fiscale che renda questa agricoltura conveniente per il consumatore. Privilegiate quindi attraverso un adeguato sistema di esenzioni e tassazioni i consumi locali.

Occorre sostenere una economia circolare. Va garantita la sostenibilità, ridotta la pressione sull’ambiente e aumentare l’occupazione (ripara,riusa,ricicla). L’emergenza climatica ed ecologica è una realtà drammatica in Italia ha contribuito a rendere impressionanti gli effetti del coronavirus e continua a mietere vittime con patologie oncologiche, cardiologiche, neurologiche, ecc.

Terminata l’emergenza coronavirus la stampa dovrà tenere alta l’attenzione sull’emergenza climatica ed ecologica con la stessa tenacia ed efficacia dimostrata nella prima situazione, per il bene di tutti.

Barbara Pergreffi