Coronavirus, “lunedì al lavoro”: bufera sulla Comer di Reggiolo

I sindacati: "Una decisione presa dall'alto e senza nemmeno pagare gli stipendi"

REGGIO EMILIA – E’ scontro frontale a Reggio Emilia tra i sindacati dei metalmeccanici di Fiom-Cgil e Uilm -Uil e l’azienda Comer Industries di Reggiolo, guidata da Matteo Storchi, nipote di Fabio Storchi (suo zio), presidente dell’associazione dell’associazione degli industriali reggiani, ex presidente della Comer.

I lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e non escludono scioperi in risposta alla comunicazione dell’azienda che li ha informati di doversi presentare al lavoro lunedi’, mentre i sindacati – come richiesto anche dal Governo – premevano per la sospensione dell’attivita’ fino al 13 aprile. Cio’, aggiungono i rappresentanti delle tute blu dopo che in pochi giorni “l’azienda non ha pagato gli ultimi stipendi con la motivazione che la fabbrica era chiusa” (unico caso a Reggio Emilia), ha rifiutato “il confronto col sindacato sulla cassa integrazione” (unico caso in provincia) e ha deciso di non fare maturare i ratei di ferie e tredicesima, al contrario di quanto fatto in accordi specifici da oltre 280 aziende metalmeccaniche del territorio.

Simone Vecchi e Jacopo Scialla, segretari di Fiom e Uilm riportano di una lettera inviata da Storchi ai dipendenti in cui l’amministratore delegato ha motivato la decisione di riprendere l’attivita’ per “responsabilita’ nei confronti del mercato”. Che “evidentemente – chiosano i segretari – e’ venuta prima della responsabilita’ nei confronti dei lavoratori e della salute”. L’azienda, che comunque su richiesta del sindacato ha dato piena attuazione al Protocollo del 14 marzo, ritiene inoltre di poter lavorare in quanto ha clienti esteri che lavorano con i codici Ateco “giusti”.

Ma “sono davvero prodotti fondamentali per la filiera farmaceutica e sanitaria o alimentare – si chiedono i sindacati – i riduttori di potenza che vengono mandati a fabbriche di camion e trattori al di la’ del confine?”. I lavoratori, dicono Fiom e Uilm, “vogliono essere considerati persone prima di fattori produttivi, per questo da lunedi’ sara’ stato di agitazione e non si escludono scioperi la settimana prossima”.

Il fatto grave, rincarano le due organizzazioni di categoria e’ inoltre che “oggi l’azienda pretenda anche che i propri fornitori reggiani riaprano, quindi si rischia di obbligare a lavorare la settimana prossima altre decine di lavoratori che non si occupano della salute pubblica”. Insomma, “come purtroppo avevamo previsto, la logica della filiera e delle deroghe a livello provinciale sta mandando all’aria le scelte del Governo”, sottolineano Vecchi e Scialla. Che evidenziano infine un “progressivo peggioramento nelle relazioni sindacali”, da quando Comer – il 7 febbraio scorso – e’ uscita da Unindustria Reggio Emilia.