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Coronavirus, l’Iss: “Solo il 4,2% dei contagi avviene sul lavoro”

Secondo l'Istituto superiore di sanità Il 44,2% è avvenuto dentro le Rsa, mentre il 24,7% dei contagi si è verificato in ambito familiare e il 10,8% è stato invece all'interno degli ospedali

REGGIO EMILIA – Solo i 4,2% dei contagi avviene in ambienti lavorativi. Il 44,2% avviene dentro le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), mentre il 24,7% dei contagi si verifica in ambito familiare e il 10,8% avviene invece all’interno degli ospedali. Sono le conclusioni, parziali, a cui è arrivato l’Iss (Istituto superiore di sanità) che ha provato a fare una prima stima (molto approssimativa) dei luoghi di maggiore esposizione, cioè dei posti dove si è registrato un rischio più alto di rimanere contagiati. Il risultato è sicuramente preliminare e per ora è basato su 4.508 casi su 58.803 diagnosticati dall’inizio di aprile.

L’Iss ha chiarito che l’analisi è da perfezionare e che sarà possibile farlo solamente dopo una raccolta sistematica sui luoghi dell’esposizione, non sempre semplice da effettuare. Tuttavia, da questo primo esame dei dati, verrebbe da dire che piuttosto che chiudere le aziende e imporre severe restrizioni a milioni di cittadini sulla libertà personale, sarebbe stato forse meglio tutelare fin dall’inizio dell’emergenza, le case protette. Così come sarebbe stato forse più producente fornirsi di reagenti e allestire laboratori e personale per effettuare tamponi a tappeto anche a casa dei potenziali malati, invece di lasciare a domicilio persone malate che non sanno di esserlo.

Secondo la ricerca dell’Iss, il tasso di letalità della malattia è del 13,1 per cento, quindi la percentuale di persone malate che muore in Italia a causa del coronavirus è ancora piuttosto alta se confrontata con quella di altri paesi. Questo è un dato totale, che comprende quindi sia l’alta letalità tra le persone più anziane sia il tasso inferiore dei più giovani, come si vede dalla tabella realizzata dall’Iss. (Il set di dati è diverso da quello quotidianamente diffuso dalla Protezione Civile.)

La Covid-19 è letale soprattutto per le persone tra gli 80 e gli 89 anni con un tasso di mortalità del 30,8 per cento, seguito dal 26,1 per cento dei più anziani di 90 anni e dal 24,9 per cento di chi ha un’età compresa tra 70 e 79 anni.